A giudicare dall’andamento dei prezzi sul forex, si avverte una decisa riluttanza a prendere una posizione direzionale chiara, perché un evento di credito per la Grecia è dietro l’angolo. Stando alle ultime notizie, probabilmente assisteremo a un evento di credito e non a un default disordinato. Detto questo, mentre i mercati vagliano i dettagli del nuovo pacchetto di aiuti alla Grecia, pare che, almeno per il prossimo futuro, i timori di un contagio siano rientrati dando ai mercati extra-europei motivo di recuperare. Grazie all’aumento costante delle cifre sulla crescita e all’azione delle banche centrali che forniscono liquidità illimitata, assistiamo a una domanda regolare di valute legate alle materie prime e dei mercati emergenti. Le coppie legate al settore dell’energia continueranno a migliorare poiché le tensioni generate dal programma nucleare dell’Iran manterranno elevata la richiesta di petrolio. Inoltre, le valute che presentano l’incentivo di un tasso d’interesse allettante sembrano buone occasioni dato che le operazioni di carry trade sono tornate di moda.
Anche se dubitiamo che la Grecia sia sulla strada giusta verso la sostenibilità e che gli sviluppi futuri nell’Eurozona non richiederanno un maggiore impegno degli stati membri, non ci opporremo al rally della propensione al rischio in atto. L’indice Dow Jones Industrial Average ha dato un segnale decisamente rialzista, superando quota 13.000 per la prima volta dal 2008. Un altro sviluppo molto positivo riguarda i rendimenti dell’Eurozona, in lieve calo ieri, soprattutto quelli spagnoli, segnale che le paure di un contagio stanno svanendo. La pubblicazione, nella notte, della stima preliminare di HSBC per l’indice PMI cinese indica un miglioramento a 49,7 dai 48,8 punti di gennaio, tuttavia leggermente sotto le attese del mercato. Anche se il rilevamento è un segnale incoraggiante perché la tendenza è al rialzo, un valore sotto i 50 punti indica che l’attività industriale rimane debole. Non sorprende che la coppia a trarre maggior beneficio da questo dato sia stata l’AUD/USD, poiché la decisa ripresa in Cina è strettamente legata all’andamento del prezzo dell’AUD. L’AUD/USD è riuscito a recuperare dal minimo di seduta di 1,0610 fino a 1,0686.