La propensione al rischio è leggermente migliorata durante la seduta asiatica, dando un impulso marginalmente positivo agli indici azionari e all’EUR/USD il tempo di consolidare i guadagni. Il mercato sta chiaramente ancora vagliando le implicazioni del pacchetto di aiuti per la Grecia. La ragione del recupero della propensione al rischio è la pubblicazione, nella notte, della stima preliminare di HSBC per l’indice PMI cinese, risultato in aumento, a 49,7 dai 48,8 punti di gennaio, ma leggermente sotto le attese del mercato. Anche se il rilevamento è un segnale incoraggiante perché la tendenza è al rialzo, un valore sotto i 50 punti indica che l’attività industriale rimane debole. Non sorprende che la coppia a trarre maggior beneficio da questo dato sia stata l’AUD/USD, poiché la decisa ripresa in Cina è strettamente legata all’andamento del prezzo dell’AUD. L’AUD/USD è riuscito a recuperare dal minimo di seduta di 1,0610 fino a 1,0686. L’EUR/USD si è mosso nell’area compresa fra 1,3211 e 1,3250, in assenza di un chiaro slancio direzionale. La mancanza di un nitido orientamento rialzista è dovuto principalmente al fatto che il mercato dei fix income si sta preparando a un evento sul credito della Grecia. La rottura di quota 80,00 dell’USD/JPY non poteva che innescare barriere di poco conto e la coppia ha raggiunto massimi di 80,08. L’USD/JPY continua a essere sostenuto dai rendimenti USA in aumento, dal prezzo del petrolio e dal crescente appetito per le operazioni di carry trade. In Asia, il ministro delle finanze giapponese Azumi ha affermato che non è stata definita una nuova strategia sul finanziamento del FMI. I suoi commenti sono in linea con ciò che ha dichiarato Lagarde alla riunione dell’Eurogruppo, e cioè che il Fondo non aveva ancora raggiunto una linea comune sull’esposizione complessiva concernente il nuovo pacchetto di aiuti alla Grecia. Per quanto riguarda le borse asiatiche, il Nikkei è a +0,96%, l’Hang Seng a +0,12% e l’indice Shanghai Composite a + 0,84%.