L’Eur/Usd alza lo sguardo sopra 1,23.

I massimi di settembre 2017, in area 1,2090, restano stabilmente alle spalle.

Domani la parola alla Bce, osservatrice dell’apprezzamento del cambio, che avrà interesse a non sollecitare ulteriormente la percezione di un Qe europeo in via di smantellamento, anche se l’attività in espansione per l’Eurozona al massimo di 12 anni diminuisce la libertà di manovra di Draghi.

Eur/Usd

Fattori di rafforzamento dell’Euro si sono sommati a quelli di debolezza del Biglietto Verde, nelle scorse settimane.

Un Qe europeo sulla via del tramonto  un po’ più di quanto non si pensasse prima del rilascio delle minute sulla riunione Bce di dicembre e del rilascio dei dati sull’attività in espansione in Euro nell’Eurozona, lo sblocco delle trattative per la formazione del governo in Germania, hanno fortificato l’Euro.

Il Dollaro, d’altro canto, mantiene l’indole all’indebolimento sulla prospettiva di deficit dopo la riforma fiscale.

Tutto ciò finisce per dare conferma alla segnaletica già rialzista del quadro superiore del cambio Eur/Usd, e mantiene al momento la prescrizione iniziata il 28 giugno 2017, ovvero di copertura dal rischio cambio degli asset detenuti in Dollari.

QUADRO MENSILE

Venerdì 12 gennaio il cambio ha sorpassato al rialzo quell’ 1,2092 che in settembre 2017 aveva rappresentato il massimo slancio rialzista, prima di ripiegare gradualmente, sino all’inizio di novembre 2017.

La conseguenza immediata è stata quella dell’interruzione del monitoraggio sulle chiusure di settimana che dal riavvio di gennaio avevamo annotato nel nostro taccuino tecnico dell’analisi Candle Model (vedi report del 2 gennaio 2018 su questa stessa testata), a conferma o meno del Trend/segnale rialzista mensile, che resta dunque in carica, con continuità dal 28 giugno 2017, da 1,1735, con intensità moderata.