La propensione al rischio si è guastata rapidamente venerdì pomeriggio e l’euro è calato bruscamente sulla scia di voci d’imminenti declassamenti da parte di S&P. L’agenzia di rating ha poi confermato che Francia e Austria avevano perso il loro rating AAA e che aveva declassato di due gradini Italia, Spagna, Portogallo e Cipro, e di un gradino una manciata di altri paesi periferici. Tale ondata di declassamenti non farà che aumentare il senso di urgenza per una soluzione alla crisi del debito sovrano da parte dei politici europei, anche se continuiamo a dubitare sull’esistenza di una panacea miracolosa per l’attuale situazione dell’Eurozona.
La tempistica di questi downgrade e il calo nella propensione al rischio non potevano arrivare in un momento peggiore, proprio alla vigilia dell’asta di titoli di stato francesi per 8,7 mld di EUR prevista per oggi e di quella del Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria (EFSF), prevista per domani, in cui saranno offerti titoli per un valore di 1,5 mld EUR. Se una delle due aste dovesse andare male, il pessimismo sul mercato non farà che aggravarsi. È quindi probabile che l’EUR/USD e altri cross valutari con l’EUR subiscano ulteriori attacchi all’inizio della settimana, e si prevede una seduta difficile anche per le borse europee.
Nel complesso non ci sono molti appuntamenti in agenda. Tuttavia, vista la chiusura per festività negli USA (per la celebrazione del Martin Luther King Day), i volumi ridotti nella seconda parte della seduta europea potrebbero esacerbare la volatilità. Ci attendiamo prese di posizione da parte dei leader europei nel tentativo di contrastare, almeno in parte, il pessimismo generato dai declassamenti, e, come di consueto, gli sviluppi sui mercati dei bond e sulle borse dovrebbero rimanere il motore principale dell’andamento delle valute.