La discesa della sterlina ieri è stata un po’ sconcertante visti i dati, migliori del previsto, del bilancio pubblico britannico, che hanno mostrato che il governo ha incassato più tasse di quanto ha speso. Oggi la pubblicazione delle ultime minute della Banca d’Inghilterra dovrebbe chiarire le motivazioni alla base dell’ultima iniezione di liquidità nell’economia britannica, nonostante la ripresa dell’economia dall’inizio dell’anno. Il sollievo per l’approvazione del secondo piano di salvataggio per la Grecia è temperato dalla consapevolezza che il problema non è archiviato, e lo scetticismo sul successo del piano è elevato anche in vista delle elezioni in Grecia in aprile. Restano i nodi dell’impegno del Fmi, del coinvolgimento dei creditori privati (PSI) e del ruolo della Bce e delle banche centrali nella gestione del debito greco. Nel resto dell’Europa focus sull’indice PMI manifatturiero e dei servizi per Francia, Germania e Eurozona. EuroDollaro: la resistenza a 1,3325 impedisce il movimento verso 1,3400; in discesa è necessario un movimento sotto 1,3080 per tornare verso i minimi della scorsa settimana a 1,2975. EuroSterlina: solo una rottura sopra la resistenza a 0,8420/30 potrebbe portare verso 0,8500; supporto a 0,8340. DollaroYen: è necessaria una rottura sopra 80,25 per un vero scatto; sotto 79,20 è possibile un movimento ampio verso 78,20. Borse europee viste poco mosse.

A cura di Michael Hewson, senior market analyst di CMC Markets