
Wall Street, la storia non cambia
di Giancarlo MarcottiEra cominciata bene sull'entusiasmo per dati macro migliori delle attese, poi le solite vendite che hanno colpito in particolare il comparto bancario.
Giancarlo Marcotti è laureato in Scienze Statistiche ed Economiche all’Università di Padova. Nella sua attività professionale ha collaborato con importanti Istituti Finanziari, ricoprendo diversi ruoli. Giancarlo Marcotti è Direttore Responsabile di Finanza In Chiaro, oltre che curatore della rubrica I Mercati e redattore della sezione portafoglio nella quale, giornalmente, riporterà le scelte di investimento effettuate.

Era cominciata bene sull'entusiasmo per dati macro migliori delle attese, poi le solite vendite che hanno colpito in particolare il comparto bancario.

Ognuno può dire la sua e nessuno è attendibile. Si sta preparando l’uscita della Grecia e non sanno quantificare quale sia il conto da pagare.

Recupera qualcosa JP Morgan, in rialzo anche Wal-Mart e Verizon. HP, HD e Alcoa i peggiori. Sul Nasdaq solito calo per Research in Motion.

Si sta aprendo un baratro per la nostra Borsa, ormai non si fanno più previsioni sul fondo del barile, si teme che la situazione possa diventare pericolosa. La nostra economia era malata, ma con la cura Monti/Merkel è definitivamente passata a miglior vita.

Rimbalzino per Cisco Systems e Merck, in netto ribasso tutto il comparto bancario, sul Nasdaq balzo di BMC Software e soprattutto di Vertex Pharma.
Una giornata iniziata male, non è finita bene, ma perlomeno non sui minimi di seduta. Vendite a pioggia sui mercati borsistici europei. Spread che volano e titoli bancari ancora in difficoltà. Si salvano A2A, Diasorin, MPS e Mediaset.
Crolla JP Morgan e soffre tutto il comparto, bene i telefonici promossi da Credit Suisse e Intel. Sul Nasdaq in calo Apple, bene Nvidia.
La doccia fredda di JP Morgan si fa sentire sul comparto bancario, peccato perché per il resto il nostro Ftse Mib si è ben comportato.
Si arresta il calo, ma non c’è ancora un’inversione di tendenza. Crolla Cisco Systems dopo previsioni deludenti per il corrente trimestre.
Rialzi vicini alla doppia cifra per A2A e EGP, bene le big bank dopo i dati di Unicredit. Crolla Pirelli dopo la trimestrale, debole anche Tod’s. Al termine delle contrattazione, proprio durante l’asta di chiusura, il nostro Ftse Mib (+1,69%) ha ritrovato quota 14.000
Il nostro Presidente della Repubblica non viene scelto direttamente dal popolo, bensì indirettamente dai rappresentanti democraticamente eletti in libere consultazioni democratiche.
Sale Disney dopo i conti, scendono United Tech, Boeing e JP Morgan. Sul Nasdaq in evidenza Gilead Sciences e eBay.
Borse con i nervi scoperti e vendite sui bancari. Boom di utili per Lottomatica, rimbalzano Tenaris ed A2A. Sprofonda Mediaset.
Sale ancora Walt Disney con qualche difensivo, giù HP, BofA e Mcdonald’s. Sul Nasdaq un altro rialzo a doppia cifra per Vertex Pharma, crolla Fossil.
Crollo di A2A, Finmeccanica, Saipem, Stm, Lottomatica, Banco Popolare, Banca MPS, Fiat e Luxottica. In rialzo solo Telecom, Buzzi e BpM.
Bene BofA e Walt Disney che festeggia il primo fine settimana boom per The Avengers. Rialzo siderale per Vertex Pharma sul Nasdaq.
Vola A2A dopo soluzione vicenda Edison. Bene tutti i Bancari ed in particolare BpM, MPS, Unicredit e Bper. Giù solo Azimut e Tenaris.
Nessun titolo positivo per il Dow Jones, uno solo per il Nasdaq e sullo S&P500 sale di oltre un punto solo Visa.
Stavolta non è stata colpa dei bancari. L’illusione di vedere un rimbalzo è durata per tutta la mattinata, poi, un diluvio di vendite.
P&G, Walt Disney e Coca Cola i migliori, in calo HP, Intel e BofA. Sul Nasdaq bene Google, pesanti Netflix e Sears Holdings.