Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, trader di Tag Group, al quale abbiamo rivolto alcune domande sugli indici azionari americani e su alcuni titoli Usa.

Nelle ultime sedute Wall Street ha iniziato ad indietreggiare sulla scia delle tensioni geopolitiche tra Usa e Corea del Nord. Il rialzo degli indici è destinato a subire una battuta d'arresto nel breve?

Gli indici azionari americani stanno sicuramente scontando le tensioni createsi tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord, anche perchè non vedo al momento altri motivi per stornare.
Bisogna vedere ora come evolve la situazione con la Correa del Nord, fermo restando che al momento non stiamo registrando una negatività tale da far preoccupare gli investitori.

I listini si mantengono all'interno delle congestioni, ma quello che mi preoccupa un po' è che ho notato sul COT, il report che segue i trader istituzionali, che sia sul Dow Jones che sull'S&P500 sono state diminuite le posizione nette dei grandi speculatori.

Non a caso nel corso di questa settimana stiamo assistendo a delle incertezze e ad un rallentamento degli indici azionari, quindi se oggi dovessimo avere ulteriori conferme dal COT sulla riduzione delle posizioni nette, si potrebbe verificare una violazione tecnica dei supporti degli indici, dando il via così ad un ritracciamento più consistente.
L'analisi del COT è importante soprattutto per il Dow Jones e l'S&P500, visto che per il Nasdaq Composite le posizioni nette sono addirittura aumentate.

Per l'S&P500 valuterei l'apertura di posizioni long solo alla violazione dei 2.489/2.490 punti, con primo target in area 2.500. Al momento non mi posizionerei al ribasso visto che l'indice ha già raggiunto la soglia dei 2.440-2.435 punti da cui potrebbe anche tentare un recupero.