Momento difficile per Piazza Affari con la soglia dei 22mila punti sotto attacco. Come muoversi e quali titoli tenere d'occhio? A rispondere è Stefano Masa Head of QuantInvest® Research & Analysis Department.  

Partiamo da una panoramica generale internazionale che metta in evidenza i singoli temi accaduti nel corso della settimana trascorsa ed eventuali situazioni di rilievo quali dati, movimenti di mercato, ecc

La settimana che ci lasciamo alle spalle si è caratterizzata per il violento sell-off registrato sui principali indici azionari internazionali. Le vendite hanno travolto l’equity ( e non solo) con variazioni percentuali che rappresentano una vera e propria correzione: perché di quest’ultima si tratta e non di un’inversione di tendenza. Di certo, quello che ha impressionato maggiormente gli operatori, è l’incremento esponenziale fatto registrare dall’indicatore Vix. I suoi valori (area 50 è stata superata nell’intraday) hanno rivisto soglie riconducibili a situazioni di forte crisi (v. ottobre 2008 e agosto 2015) in questi ultimi anni. La motivazione alla base di questo forte movimento ribassista trova ormai una propria giustificazione attraverso l’aspettativa di un incremento dell’inflazione negli Usa con diretta conseguenza sulla politica monetaria in capo alla Fed (si parla di quattro rialzi dei tassi nel corso del 2018 rispetto ai precedenti tre ipotizzati).

Rispetto a questa motivazione - personalmente - mi trovo più d’accordo con la recente dichiarazione del capo economista di Goldman Sachs Peter Oppenheimer che - senza alcuna difficoltà – preannunciava una correzione ma senza però giustificarne un vero e proprio “fattore scatenante” fatto salvo l’impostazione negativa del loro indicatore proprietario («Quale sia il fattore scatenante, una correzione di qualche tipo sembra altamente probabile nei prossimi mesi». L’indicatore Goldman Sachs Bull/Bear Market «è a livelli elevati, sebbene una persistente bassa inflazione e una politica monetaria accomodante suggeriscano che una correzione è più probabile che un bear market»).