Visto che il governo si diverte a tassare di tutto, è possibile limitare al massimo le spese nel momento in cui si volesse investire? Si, ed è anche possibile sfruttare un mercato che non solo non conosce crisi ma che in alcuni casi ha visto un +600% in 10 anni come conferma l'intervista a Marcello Manna, Ceo e Sales Manager di Investment Diamond Company Bvba.

E' possibile fare un portafoglio in diamanti? E come potrebbe essere strutturato?

Prima di tutto dobbiamo capire cosa e come si distingue la materia prima, cioè il diamante.
Il diamante da un millesimo in poi viene già tagliato a 56 faccette. Anzi, l’incidenza della manodopera è particolarmente alta in questi casi. I diamanti invece, oltre 0,28 centesimi, erano in passato gli unici che si potevano certificare. Oggi, invece gli istituti di certificazione gemmologica possono certificare anche pietre più piccole, anche se le le vecchie direttive del GIA (istituto gemmologico statunitense) affermavano che sotto quella soglia, 0,28 centesimi, appunto, non si poteva certificare. Si trattava dei cosiddetti melee. In pratica per i diamanti si dava un intervallo preciso ma non una certificazione precisa sulla qualità. Esistono, poi, anche i diamanti oltre i 0,28 centesimi, che

  • si possono certificare

  • hanno le caratteristiche di purezza, taglio colore stabilite dal certificato

  • sono soggetti alla domanda del mercato.

Perciò se un risparmiatore vuole investire in modo alternativo sui diamanti e dedicare un 5-10% del portafoglio per la materia prima più preziosa, il diamante, appunto, deve diversificare puntando su caratteristiche che per liquidità e possibilità di rivalutazioni nel tempo, hanno caratteristiche tra loro diverse nel tempo. Lo stesso dicasi per i diamanti, ma in questo casi si deve ricordare che le varietà di diamante, arrivano a contare 16mila tipologie diverse, nate incrociando tutti i parametri. Perciò ci vuole un esperto realmente preparato e anche che conosca e capisca le esistenze del cliente, le quali, mai come in questo caso devono essere seguite e personalizzate, a seconda delle future liquidità o meno. In altre parole, nel momento in cui il cliente chiede un portafoglio gestibile sul mercato e perciò “vendibile” si deve puntare ai melee, quando invece serve come investimento a lungo termine, la parte dedicata ai melee diminuisce e si passa ai diamanti rari.