Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Giovanni Lapidari, privato e professionista specializzato sul mercato dei futures, indici e cfd, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati, con uno sguardo rivolto in particolare a Piazza Affari.

Wall Street ha reagito molto bene all’elezione di Trump tanto da segnare nuovi massimi storici, mentre si mostrano meno convinte le Borse europee. Quali riflessioni si possono fare sull’attuale situazione dei mercati e quali le attese nel breve?

E’ vero. Le differenze di performance in questo mese di novembre, peraltro non ancora concluso, sono effettivamente rilevanti per quanto riguarda i principali listini europei, a partire dal Dax, che naviga intorno alla parità mensile, mentre negli Stati Uniti alle chiusure di ieri l'Sp500 sta sopra di oltre il 3%.

È probabile che il mercato, dopo la reazione emotiva delle prime ore, abbia ragionato in modo molto meditato: Trump promette un’America più autosufficiente, e una Fed meno assistenziale non viene probabilmente vista come evento negativo. Inoltre il ventilato ma ormai del tutto probabile aumento dei tassi di interesse negli USA ha contribuito a riequilibrare gli assetti finanziari.

Infatti prima saliva tutto, mentre adesso tornare ad una gestione del denaro più oculata può contribuire a due effetti positivi: il primo sarà quello di aiutare il bilancio delle banche, e il secondo di ripristinare un corretto spread fra attività azionaria rischiosa e titoli di Stato.

In questo senso un’eventuale nuova discesa delle quotazioni del reddito fisso, al di là dell’interessante rimbalzo di queste ultime sedute - configurabile come recupero da eccesso - potrebbe aiutare i mercati azionari a non scendere troppo da questi livelli. In parole povere, le obbligazioni devono rendere di più e quindi calare ancora tanto, prima di rappresentare una alternativa alle borse.