Di seguito riportiamo un’intervista sugli indici di Piazza Affari e su alcune delle blue chips quotate sul mercato domestico, con domande rivolte a Luca Lodi, Analista tecnico del Centro Studi di Fida.

L’indice Fse Mib si è spinto a ridosso dei 16.500 punti, dopo aver faticato a riconquistare la soglia dei 16.000/16.200 punti. Come è cambiato lo scenario del mercato e quali sono le previsioni per le prossime sedute?

Per l’indice Ftse Mib una prima resistenza era in area 16.000 e il canale, ormai valido da diversi mesi, entro il quale le quotazioni potrebbero continuare ad oscillare, ha come limite superare l’area dei 17.000/17.150 punti che rappresenta ora il principale ostacolo.
Nel medio termine questo livello è un obiettivo e una resistenza che dovrebbe contenere le quotazioni a meno che non cambi qualcosa all’interno dello scenario. Quest’ultimo è indubbiamente migliore di qualche mese fa perchè i timori sistemici si sono in parte ridotti, ma a mio avviso è bene essere ancora prudenti.
In generale l’indice potrebbe salite ancora un po’, ma non è da escludere un pull-back sui 16.000 punti, persi i quali confermerebbe la fase di congestione. Il primo supporto è quello dei 15.600, ma questo non è un sostegno molto importante, fermo restando che sotto di esso le quotazioni dovrebbero riportarsi a ridosso dei 15.000 punti. Non guardiamo per ora a livelli più bassi che adesso sono poco significativi perchè troppo lontani da quelli attuali.
Non ci sono tensioni dal punto di vista degli oscillatori e anche dal punto di vista fondamentale non ci sono novità rilevanti. La fase più critica dell’euro sembra essere superata, ma come vediamo guardando a quello che sta succedendo per la Grecia, da un momento all’altro la situazione potrebbe anche degenerare.