L’indice Ftse Mib continua a muoversi in range tra i 17.000 e i 16.150 punti. E’ lecito attendersi una maggiore direzionalità nel breve? Quali sono i livelli da seguire ora?

Nelle ultime settimane l’indice si è mosso lateralmente al di sotto dei picchi a ridosso di 17000 ed al di sopra di 16150. Per conservare un’impostazione tonica le quotazioni devono mantenersi al di sopra di 15600. Il superamento di 17050 darebbe un segnale di prosecuzione del movimento di rimbalzo in atto, con obiettivo la resistenza critica a quota 18000, dove dovrebbero esserci forti ordini in vendita. Solo sopra 18000 (improbabile) si avrebbe un segnale rialzista affidabile per i mesi a venire. Il tono tornerebbe debole su ridiscese al di sotto di 15600 e le vendite riprenderebbero alla rottura del supporto in area 15000/100, al momento poco probabile. Negli ultimi 2 mesi la performance dell’indice italiano ha recuperato forza relativa rispetto alla media dell’area euro.

Quali riflessioni si possono fare sul recente andamento del cross euro/dollaro? Scommetterebbe su un recupero della moneta unica nel breve?

A livello valutario, l’euro ed il dollaro Usa rimangono entrambe divise strutturalmente deboli. Il quadro tecnico continua comunque ad evidenziare maggiori probabilità di forti apprezzamenti del dollaro Usa contro euro che non viceversa.
Dai minimi di metà gennaio a ridosso di 1,2600 l’euro ha messo a segno un rimbalzo tecnico verso la resistenza a 1,3500 (max 1,3487 il 29 aprile), dove sono prevalsi gli attesi realizzi, con un ripiegamento verso 1,3080-1,3100. Finché le quotazioni stazionano al di sotto di 1,3500, il quadro tecnico di fondo rimane fragile. Un segnale di nuova debolezza si avrebbe su ridiscese al di sotto di 1,2975-1,3000; le vendite riprenderebbero poi con forza alla perforazione di 1,2850 per un nuovo test dei minimi in area 1,2590-1,2625, con estensioni verso 1,2500. La perforazione di 1,2500 (prematuro) aprirebbe spazi per una correzione più marcata nei mesi a venire, con obiettivo i minimi del giugno 2010 in area 1,1875-1,2000 (ext 1,1640). Il rischio ribassista diminuirebbe sensibilmente solo al di sopra della resistenza a 1,3500 (poco probabile), con possibili risalite verso 1,3850, il cui superamento (improbabile) è necessario affinché il tono torni positivo.