Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

L'indice Ftse Mib ha iniziato il 2018 nel segno dell'incertezza, mantenendosi al momento sotto quota 22.000. Quali evoluzioni si attende per le prossime sedute?

Il 2018 si apre sui mercati azionari nello stesso modo in cui si era chiuso il 2017, ovvero con le Borse americane che fanno segnare nuovi top di periodo e l'indice MSCI Asia-Pacifico vicino ai suoi massimi. 

Al contrario dalla parte opposta i listini del Vecchio Continente marciano a ritmo ridotto in scia al rally che ha contrassegnato nelle ultime settimane l'euro, arrivato a testare i top di periodo posizionati in area 1.21 nei confronti del DOLLARO.

Sul mercato delle MATERIE PRIME prosegue il trend rialzista del petrolio WTI (11 sedute positive nelle ultime 13) con i prezzi che dopo essersi confermati oltre la soglia dei 60 dollari, potrebbero nelle prossime settimane spingersi in direzione dei 65 dollari.

Arrivando a dare uno sguardo a Piazza Affari, non possiamo non accorgerci della perdita di forza del nostro listino che inizia a sentire l'avvicinarsi delle elezioni politiche, evento questo che ha spinto lo SPREAD BTP-BUND sui massimi degli ultimi 2 mesi.

Dal punto di vista grafico i prezzi dopo aver rotto la soglia dei 22mila punti rimangono sempre vicini ai 21.750-21.800 punti, livello sotto cui, in caso di conferma, il FTSE Mib disegnerebbe un testa e spalle ribassista con primi target sui 21600-21500 punti e a seguire 21300 punti. Al contrario primi segnali di forza li avremmo solo oltre i 22500 punti.