Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib ieri ha arrestato la sua corsa dopo aver tentato di posizionarsi al di sopra dei 22.800 punti. Come leggere questo movimento del mercato e cosa aspettarsi nel breve?

Dopo aver toccato i top di periodo, arrivano le prese di beneficio sui mercati azionari del Vecchio Continente che (ad eccezione del DAX), pagano le nuove regole imposte dalla BCE sulla copertura totale degli NPL a partire dal 2018.
In un contesto generale che rimane comunque impostato al rialzo, non dobbiamo dimenticare la crisi in Spagna, i cui effetti imprevedibili hanno portato vendite anche sul mercato obbligazionario.

Sul mercato delle valute rimbalza leggermente l'EURO che nei confronti del DOLLARO passa di mano nei pressi degli 1.175, sempre vicino ai forti supporti situati sulla soglia degli 1.17, sotto cui proseguirebbe quella debolezza partita nelle scorse ottave.

E' stata una giornata difficile quella di ieri per il nostro indice principale, che ha vissuto la peggiore seduta degli ultimi mesi, con le quotazioni del Ftse Mib che dopo essersi avvicinate sensibilmente ai massimi dell'autunno 2015, (22850-22900 punti) pagano la debolezza del settore bancario chiudendo sui 22.450 punti.
Nel breve importante sarà ora la tenuta dei primi supporti situati sui 22.350 punti, livello del Supertrend, sotto cui proseguirebbe la debolezza di breve con primi target sui 22050-22000 punti.

Tra i bancari ieri Unicredit ha mostrato maggiore debolezza di Intesa Sanpaolo. Quali indicazioni operative ci può fornire per questi due titoli?