Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

L'indice Ftse Mib si muove ancora in trading range, senza riuscire ad esprimere una precisa direzionalità. Quali sviluppi si attende per le prossime sedute?

Il ritorno delle tensioni internazionali, unitamente alle prese di beneficio che stanno colpendo il settore TECH, hanno indebolito nel breve il quadro grafico sui principali mercati azionari internazionali, basti pensare che l'indice dei listini asiatici in discesa per l'ottavo giorno consecutivo tocca i minimi delle ultime settimane.
Gli investitori guardano sempre oltreoceano sia agli impatti che dovrebbe avere la riforma fiscale, che al dato riguardante i nuovi occupati nel settore privato.

Sul mercato delle valute proseguono nel breve le vendite sull'EURO che nei confronti del DOLLARO torna sotto la soglia degli 1.18, con prossimi target nei pressi degli 1.175.

Tra le MATERIE PRIME i dati migliori delle attese provenienti dalle scorte settimanali spingono al ribasso il PETROLIO con prossimi target posti sulla soglia dei 55 dollari al barile.
Trend ribassista confermato anche per l'ORO che sotto i 1265  dollari l'onciam dove passa la media mobile a 200 giorni, dovrebbe proseguire la discesa in direzione dei 1250 dollari.

Arrivando a dare uno sguardo a Piazza Affari, poco di nuovo rispetto alla settimana passata con le quotazioni che stazionando in area 22.300 punti rimangono sempre all'interno del trading range di breve posizionato tra i 22mila e i 22500 punti.
Dal punto di vista grafico massima attenzione alla soglia dei 22mila punti perche in caso di rottura il FTSE Mib potrebbe disegnare un testa e spalle ribassista con primi target sui 21.800 e a seguire sui 21.600 punti.