Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

L'indice Ftse Mib continua ad oscillare intorno all'area dei 21.000 punti senza riuscire a dare vita a nuovi allunghi per il momento. Quale scenario prevede per le prossime sedute?

Se i toni da "falco" usati nella serata di ieri dalla FED, che alzando i tassi d'interesse ha posto le basi per ulteriori rialzi, non hanno intaccato il sentiment rialzista che si continua a respirare sui principali mercati azionari, di tono opposto potrebbero essere i risvolti legati al RUSSIAGATE. Aumentano infatti le possibilità per un impeachment del Presidente Trump, evento questo che potrebbe avere ripercussioni negative per l'Equity.

Sul mercato delle valute poco da segnalare per il cambio Euro-Dollaro con la moneta unica che, stazionando sopra la soglia degli 1.12, continua a rimanere all'interno di un box posto tra gli 1.114 e gli 1.128.

Tra le MATERIE PRIME nuovo ribasso del PETROLIO che rompe la soglia dei 45 dollari e apre la srada per un ritorno sui minimi degli ultimi 9 mesi in area 42-43 dollari.

Per quanto riguarda il nostro indice principale si nota una perdita di forza con i prezzi che non solo non sono riusciti a superare le prime resistenze di breve poste in area 21250 punti, ma sono tornate sotto la soglia dei 21mila punti.
Dal punto di vista operativo il mancato recupero di questi livelli potrebbe spingere il Ftse Mib in direzione dei 20.700-20.800 punti e a seguire verso i minimi delle ultime ottave situati nei pressi dei 20.500 punti.

Unicredit ieri ha mostrato una maggiore debolezza relativa rispetto al Ftse Mib, mentre si è difeso meglio Intesa Sanpaolo. Quali strategie ci può suggerire per questi due titoli?