Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte a Pietro Origlia, trader indipendente e collaboratore del sito: www.bellelli.biz.

L’indice Ftse Mib continua a muoversi a ridosso dei 16.500 punti, senza essere riuscito per ora a confermare nuovi spunti rialzisti oltre quota 16.850. Ci sono le condizioni per una violazione di suddetto livello nel breve?

Come dicevamo la scorsa settimana solo la Grecia poteva fermare il trend positivo sui mercati azionari; infatti nell'ultima ottava questi sono in "surplace" e in attesa che le trattative sul rientro dal debito ellenico, portate avanti da settimane senza evidenti progressi (anzi l'unico risultato delle severissime misure è stato il tracollo del PIL),  possano finalmente giungere a conclusione.
Nonostante il prolungarsi possa essere visto come un fattore negativo,
i listini al momento non sembrano preoccuparsi più di tanto anche perchè si sta facendo strada la consapevolezza che un possibile default pilotato potrebbe non portare ad un effetto domino sugli altri Stati periferici.

A dare segnali positivi sono intanto sia le aste dei titoli di stato italiani e spagnoli, che se fino a poche settimane fa incombevano sui mercati come una spada di Damocle, ultimamente hanno avuto un buon successo grazie all'abbondante iniezione di liquidità da parte della BCE, sia i dati congiunturali, migliori delle attese, provenienti da Cina, Germania e USA. 
Sempre in America le minute del FOMC dipingono un'economia statunitense in lenta ma graduale risalita e allo stesso tempo il board si sta interrogando se un possibile nuovo piano di Quantitative Easing possa essere di aiuto per attuare un deciso "cambio di passo".