Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

L'indice Ftse Mib è riuscito a mantenere in chiusura l'area dei 22.000 messa sotto pressione nell'intraday. Si aspetta un recupero dai livelli attuali?

I timori legati alla riforma fiscale USA, alcuni deludenti dati trimestrali, le prese di beneficio sul prezzo del petrolio e la debolezza del settore finanziario in scia agli NPL, continuano a tenere sotto scacco i principali mercati azionari europei.

Le Borse del Vecchio Continente per la settima giornata consecutiva ieri hanno chiuso in ribasso, registrando la peggiore serie negativa degli ultimi anni, con il ritorno di alcuni indici vicino a degli importanti supporti, il tutto accompagnato da una volatilità che è tornata a salire e che tocca i massimi degli ultimi 90 giorni (+40% da inizio novembre).

Sul mercato delle valute si arresta nella giornata di ieri il recupero dell'EURO che nei confronti del DOLLARO manca il break degli 1.18, aprendo nel breve le porte a prese di beneficio con un ritorno delle quotazioni in direzione degli 1,175 e a seguire 1,17.

Se il PETROLIO va incontro a prese di profitto, non va meglio per l'ORO i cui prezzi rimangono sempre vicini ai supporti situati in area 1.265-1.270 dollari l'oncia.

Situazione delicata quella attuale per il nostro indice principale (9 sedute negative nelle ultime 10 e peggiore serie storica), i cui prezzi al momento riescono a mantenersi sopra gli importanti sostegni situati sulla soglia dei 22mila punti.

Nel breve importante sarà la tenuta di questi livelli sotto i quali è possibile una prosecuzione delle vendite partite ad inizio mese in direzione dei 21.800 e a seguire dei 21.600 punti.
Al contrario la tenuta dei 22mila punti potrebbe dare il via ad un rimbalzo dei prezzi, anche in scia all'ipervenduto di brevissimo, con primi target situati sui 22.500 punti.