Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

L'indice Ftse Mib sta provando a risalire la china dopo aver messo nuovamente sotto pressione l'area dei 22.000 punti. Il recupero in atto potrà proseguire nel breve?

Dopo le prese di beneficio che si sono materializzate nelle prime due settimane di novembre, tornano gli acquisti sui principali mercati azionari che, nonostante l'instabilità politica presente in Germania e i timori riguardanti la riforma fiscale in Usa, vedono Wall Street macinare gli ennesimi record di sempre. Da segnalare inoltre che l'indice dei Paesi Emergenti è sui massimi degli ultimi 72 mesi grazie ad alcuni buoni dati sia macro che societari.

L'incertezza politica tedesca impatta negativamente sull'EURO che nei confronti del DOLLARO sembra proiettato a testare la soglia degli 1,17, sotto cui proseguirebbe il trend di breve negativo in direzione degli 1.1660 e a seguire di 1.1570.

Nonostante la volatilità presente sul settore finanziario (pesano sempre i crediti in sofferenza che hanno portato alcuni istituti medi a varare importanti aumenti di capitale), arriva il rimbalzo sul nostro indice principale che grazie alla tenuta dei 22mila punti si avvia al test dei 22500 punti. Oltre tale soglia avremmo una prosecuzione del recupero verso i 22.800 punti.
Al contrario segnali di debolezza con conferme sotto i livelli sopra segnalati.

Nella seduta di ieri Ubi Banca e Banco BPM sono stati i due bancari più penalizzati dalle vendite. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?