Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib non più tardi di ieri è tornato a mettere sotto pressione area 22.000 da cui però ha subito recuperato terreno. Cosa si aspetta per le prossime sedute?

Dopo un febbraio all'insegna delle vendite, anche il mese di marzo si sta per chiudere nel segno della debolezza per i principali mercati azionari internazionali.
Questi ultimi, dopo i timori riguardanti sia un'eventuale guerra commerciale tra USA e Cina, sia la formazione del Governo nel nostro Paese, devono ora fare i conti con le forti vendite che stanno colpendo il settore TECH USA, in scia ai problemi riguardanti i titoli legati ai "social network".

In questo contesto la liquidità è tornata verso i "Bond", con conseguente calo dei rendimenti decennali, mentre la "volatilità" rimane su livelli alti e vicina ai massimi dell'ultimo mese.

Sul mercato delle valute nelle ultime ore torna ad apprezzarsi il DOLLARO che grazie al buon dato proveniente dal PIL USA (+2.9% nel 4°trimestre 2017) si riporta in direzione di quota 107 nei confronti dello YEN.

Arrivando a dare uno sguardo a Piazza Affari, ci si accorge come al momento il nostro indice stia cercando di tenere in tutti i modi l'importante soglia psicologica dei 22mila punti.
Dal punto di vista grafico infatti solo con la tenuta di questi livelli il FTSE Mib eviterebbe un ritorno sui minimi di periodo segnati il 5 marzo sotto i 21.500 punti.

Al contrario, primi segnali positivi li avremo solo con il ritorno delle quotazioni oltre i 22.400 punti, con primi target sui 22.500-22.600 e a seguire a 22.900 punti.