Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Nelle ultime sedute l'indice Ftse Mib è stato preda dell'incertezza, complici le tensioni geopolitiche e l'assenza di segnali rilevanti dal simposio di Jacksone Hole. Cosa si aspetta per le prossime giornate?

Il nuovo lancio missilistico da parte della Corea del Nord, che questa volta ha sorvolato il Giappone, ha avuto un impatto negativo sul "sentiment" degli investitori che sono tornati ad acquistare beni rifugio. L'oro è tornato a rivedere e superare l'area dei 1300 dollari l'oncia, a dispetto dell'equity che va incontro a prese di beneficio. Queste ultime però potrebbero esaurirsi velocemente grazie ai buoni dati macro provenienti dall'economia statunitense, il cui PIL nel secondo trimestre è balzato del 3%.

Sul mercato delle valute si arresta al momento il rally dell'EURO che nei confronti del DOLLARO torna in direzione degli 1.19, sotto cui è possibile una prosecuzione del ritracciamento in direzione degli 1,183 e a seguire di quota 1.18.

Tra le MATERIE PRIME la tempesta tropicale che si è abbattuta sul TEXAS ha avuto un impatto negativo sui corsi del PETROLIO, le cui quotazioni sembrano essere indirizzate in direzione dei prossimi supporti situati in area 45 dollari al barile.

Arrivando a dare uno sguardo al FTSE Mib, prosegue il trend ribassista di breve con i prezzi che hanno testato nella giornata di martedì i minimi di agosto in area 21300 punti.
Nel breve importante sarà la tenuta di questi livelli per evitare una prosecuzione delle vendite in direzione dei 21.250-21.200 e a seguire dei 21mila punti.
Al rialzo segnali di forza arriverebbero solo oltre la soglia dei 22mila punti che rappresentano i top di periodo oltre che dell'anno.