In un anno e mezzo una misura di pietre tra i 30 e 40 punti cioè tra i 3 millimetri e 80 e i 4 millimetri e 40 più o meno, tutte le categorie di questa misura hanno come minimo raddoppiato il prezzo, qualcuno anche più che raddoppiato. A confermarlo è Marcello Manna Ceo e Sales Manager di Investment Diamond Company Bvba.

L'oro non da più molte certezze soprattutto sul suo andamento che non è soggetto ormai alle dinamiche classiche. Eppure c'è qualcosa di meglio per le performance, i diamanti, un mercato tutto particolare.

La domanda mondiale non è eccezionale, nemmeno in Oriente, ma esiste ed è stabile, senza picchi e senza crolli. Anche perchè negli ultimi 20 anni non sono stati investiti grandi capitali per cambiare le tecnologie di ricerca e perforazione come anche nei metodi di ricerca ha portato a una domanda discreta ma soprattutto a una carenza della merce, o per meglio dire, a un non aumento della presenza di materiale il quale, alla fine risulta essere sempre più raro per ovvi motivi. Il tutto unito al fatto che il primo paese trasformatore e cioè creatore di prodotto finito, non di estrazione, ha attraversato un momento di crisi enorme dovuto al cambio.

Chi si presenta adesso per investire in diamanti come deve muoversi?

Fino a 10 anni fa, prima dell’avvento di internet l’unico canale era il gioielliere. Infatti i due campi privilegiati per la conservazione del patrimonio, erano appunto i diamanti e l’oro. Diverso invece il discorso dei diamanti venduti attraverso le banche: quello è un discorso completamente antitetico dove spesso alcune pietre vengono fatte passare per pezzi dotati di caratteristiche speciali tali da meritare l’appellativo di “diamante da investimento”. In realtà il diamante da investimento non esiste perchè sarebbe come dire che esiste l’oro da investimento e l’oro da gioielleria. La differenza tra l’oro e il diamante qual’è? Semplice: il primo basta metterlo in bilancia e si sa quanto vale, perchè esiste solo un tipo di oro, o poco più di qualcuno (rosa, giallo, bianco). Per i diamanti invece, e esistono 16mila categorie e necessitano tutte di un esperto.

Quali parametri regolano la valutazione di un diamante?

Il Gia (Gemmology Institute of America), negli anni ’30 ha inventato il sistema di classificazione dei diamanti, le cosiddette 4 C (cut:= taglio, Colour= colore, Clarity= purezza, Carat= peso). Il 40% del valore è determinato dal taglio, mentre gli altri non arrivano al 20%. Nel caso si voglia risparmiare allora si punta su una pietra tagliata male. Questo perchè un diamante grezzo di bassa qualità + anche un diamante che costa di meno e rende meno sulla lucentezza. Prima di tutto, però, bisogna specificare una cosa: non si deve mai confondere tra taglio e forma. La forma può essere rotonda, a goccia, a navetta etc. Il taglio invece è proprio la fattura classificato dall’istituto gemmologico che ti dà l’analisi sulla pietra. Da specificare anche un altro elemento: come esistono le agenzie di rating per i rating, anche per i diamanti esistono le agenzie e le società che assegnano i rating sui diamanti. Il più autorevole è il Gemmological Institute of America. Per questo quando si investe sul mercato dei diamanti, un’attestazione di qualità è un rating emesso da un ente con criteri severissimi che assicura un prodotto di una qualità superiore.

Oro e diamanti: è possibile fare un paragone?

Anche in questo caso è difficile poterlo fare perchè i diamanti, come ho accennato, hanno oltre 16mila categorie da contemplare. Il punto di riferimento, se vogliamo possiamo chiamarlo benchmark, è un diamante da un carato, D colour, puro, senza fluorescenza e certificato GIA. Ma questo non ha una performance equiparabile alle altre, sempre in ambito di diamanti. Nel caso di un paragone bisogna sempre partire da una categoria precisa. Quando parliamo di performance, ricordiamo che noi parliamo di dollari e non di euro, quindi anche il cambio ha un’importanza notevole.

Ma esiste un portafoglio diamanti? E come si crea?

Come ogni portafoglio, bisogna tener presente la rivendibilità e la possibile rivalutazione. Non solo ma anche la personalizzazione. Infatti a seconda delle esigenze dell’investitore cambia anche la tipologia del diamante: se serve maggiore liquidità ci si deve orientare per un articolo più “vendibile”, con il pane e burro ovvero pietre che vengono vendute tutti i giorni, tipicamente preferite dalla gioielleria e per le quali c’è sempre richiesta. Volendo, si potrebbe anche mixare con un portafoglio diamanti, appunto, costituito da percentuali variabili anche da gioielli che hanno maggior “peso” e quindi minore movimento, quindi meno richiesta. La migliore qualità di diamanti erano utilizzate per lo più in Italia e in Giappone, le stesse zone dove si è registrato un calo, emergenti, di frontiera, Usa, bene o male sono andati avanti e questi mercati hanno chiesto sempre merce di medio-bassa qualità. Anversa, dalla Gerusalemme d'Europa, è stata invasa da indiani, con il 70-80% di loro che ormai hanno il predominio.