Paradossalmente, stavolta, è la Grecia a rassicurare i mercati e l’Europa a spaventarli. Perché? Semplice: la notizia dell’approvazione da parte del Parlamento greco delle tanto sospirate misure di austerity, hanno dato un’iniezione di fiducia ai mercati che oggi sperano di vedere una svolta rassicurante in tutta la vicenda. Nonostante le piazze siano state messe letteralmente a ferro e fuoco.

Ad ogni modo, Piazza Affari non è stata da meno delle sue consorelle. In numeri si parla di un indice Ftse Mib in aumento di oltre 1 punto percentuale (16.543 punti), dopo le perdite del fine settimana.

Lo stesso si può dire di Parigi che sale di poco più di un punto percentuale (1,01%) Francoforte (+0,97%). Meno Madrid, con lo 0,56% forse funestata dal rapporto dell’Ue che la vuole sotto osservazione insieme a Italia Cipro e Ungheria, in qualità di potenziali veicoli di un effetto Grecia.
Da sottolineare, oltre la buona prestazione dei bancari, anche la chiusura, anticipata rispetto a quella stabilita al 24 febbraio, dell’offerta bond Enel che, dato il successo presso i suoi risparmiatori, ha deciso di aumentarla a 3 miliardi di euro.

Ciò su cui porre l’accento è l’asta di Bot da 12 mld che si è conclusa positivamente. L’Italia ha in scadenza titoli di stato per 53 mld da qui a fine mese.
Erano previste, infatti, emissioni di 8,5 miliardi di euro di Bot a scadenza 12 mesi e 3,5 miliardi di euro di Bot a 127 giorni.

A cosa porta questa collocazione di Bot sul breve termine? Innanzitutto potrebbe calmierare le tensioni Btp-Bund a dieci anni e soprattutto offrire un termine di paragone per l’asta dei titoli di domani a media scadenza dove il Tesoro conta di collocare Btp 2014 per quasi quattro miliardi di euro e altri 2015 e 2017 per un valore tra 1 e 2 miliardi.