Per i mercati finanziari, il 2012 è iniziato all'insegna dell'ottimismo anche grazie alla politica adottata dalle banche centrali e supportata dalla Bce, mirante ad aumentare la liquidità e la circolazione monetaria. Grazie a questo, infatti, sarà possibile favorire l'investimento verso situazioni potenzialmente rischiose, ma molto più remunerative, così da scaldare un po' gli scambi.

La disponibilità di liquidi ha evitato il blocco a medio termine del credito e fa ben sperare anche il secondo piano di finanziamento a tre anni previsto per il prossimo 29 febbraio.

Diversi e soprattutto inaspettati, sono stati gli elementi che hanno evidenziato una ripresa economica diversificata a livello mondiale, dati che fanno sperare in un freno della recessione o, per lo meno, in una serie di zone a economia differenziata, tali da evitare il coinvolgimento a catena anche delle economie cosidette emergenti in un eventuale crash incontrollato.
Dagli Usa giungono buoni dati dal settore manifatturiero che ha avuto modo di diventare supporto di quel mondo del lavoro che ultimamente ha fatto registrare delle interessanti note riguardanti un aumento dei posti di lavoro.

Paradossalmente in questo panorama variegato, la zona più debole è proprio quella dell'eurogruppo che, chiusa in una serie di contrasti economici e freni politici legati anche a riforme finanziariamente repressive, non riesce a dare segni di ripresa.

Che la liquidità sia un elemento di primaria importanza, almeno nella fase attuale, per il panorama azionario in generale, lo si vede anche dal fatto che anche l'Istituto di Francoforte, nonostant parlare di une continui a parlare di un possibile programma di quantitative easing, continuerà a mettere a disposizione liquidità.