Il Pil cinese ha influenzato negativamente le Borse europee, soprattutto in considerazione del fatto che i dati diffusi, vedono una crescita rallentata dello 0,7% in un solo trimestre, ovvero , mai una perdita così alta negli ultimi tre anni.
Risultato: ribasso su tutte le Piazze del Vecchio Continente, ancora sotto l’influsso di una Cna vista come un pilastro e soprattutto un’àncora di salvezza per la ripresa.
E allora ecco che Londra perde lo 0,2%, Francoforte lo 0,5% e Roma addirittura ill doppio, attestandosi sul punto percentuale, in seguito ai dati sulla produzione industriale di febbraio.
Anche in questo caso c’è poco di cui essere felici: crollo su tutti i fronti, con cifre che arrivano al -6,8% sul datto annuale. Unici aumenti per gli energetici, ma solo in conseguenza dei rincari di gas e petrolio.
Tornando al Pil cinese, la crescita del 2012 si è fermata sull‘8,1% (dal 8,9% del dato precedente). Quello di Pechino è un ribasso continuato per il quinto trimestre consecutivo e peggiore anche di quanto si aspettavano gli analisti (8,3%).
Lontani i dati del primo trimestre 2011 quando si viaggiava su un 9,7%. Motivo principale del rallentamento è ancora la debolezza delle esportazioni, per la crisi del debito in Europa e la lentezza dell’economia Usa che se tenta di rialzarsi, ci mette molto più del previsto.
