Sembra già calare l’entusiasmoper l’accordo raggiunto ieri sugli aiuti da 130 miliardi di euro per la Grecia. Seduta negativa ieri per i mercati eurpeei, il Ftse Mib registra un (-0.08%), Parigi (-0.21%), Londra (-0.28%) e Francoforte (-0.57%). Lo spread tra Btp e Bund si è attestato intorno a 350 punti base. La debolezza risiede nel fatto che, pur avendo raggiunto un accordo, gli investitori guardano alla situazione reale di Atene. La situazione viene appesantita dal rialzo del prezzo del petrolio che rischia di minare la crescita economica globale
Contrastata, la seduta di ieri, per i principali indici azionari americani in seguito all’accordo europeo e l’approvazione del nuovo pacchetto di aiuti varato ieri da 130 miliardi di euro alla Grecia che però ancora non convince Wall Street che rimane cauta, con il Dow-Jones chiude a (0.12%) e lo S&P500 guadagna il (0.07%) mentre il Nasdaq è sceso dello (-0.11%).
A piazza Affari, Finmeccanica che registra un (+10.22%), Lottomatica (3.65%), Ferragamo (1.98%). Positivi i bancari, Montepaschi registra un (+7.92%), spinta dai rumors sulla nomina di un nuovo presidente, B.p.e. Romagna (+4.57%), popolare di Milano (+3.8%). Male Intesa San Paolo che perde un (-2.24%).
Dopo l’accordo raggiunto dall’eurogruppo sul salvataggio della Grecia, i rischi sono ancora alle porte sulla sua implementazione, bisognerà vedere se effettivamente ci sarà una partecipazione volontaria dei privati alla ristrutturazione del debito. Il piano concordato ieri prevede che il rapporto debito/Pil si attesti al 120.5% entro il 2020.
Sul fronte materie prime, dopo l’interruzione da parte dell'Iran della vendita del petrolio alle compagnie francesi e britanniche minacciando anche di fare lo stesso per Italia, Portogallo, Spagna, Germania e Olanda, le tensioni aumentano, portando a tensioni geopolitiche e all’aumento dei prezzi.