Beniamino Gavio potrebbe cercare l’affondo per Impregilo, impegnando la società Autostrada To-Mi nell’operazione. Il gestore autostradale dovrebbe in tal caso presentarsi agli azionisti in cerca di nuovi capitali.
L’indiscrezione, riportata dal quotidiano Mf rilancia la vicenda della società di costruzioni milanese, assopitasi solo sul finale dello scorso anno. Dopo l’uscita di FonSai da Igli, holding di controllo di Impregilo con il 29%, la partita vede rimanere in campo il gruppo di Gavio, Atlantia e il costruttore romano Salini. Quest’ultimo ha reso noto di essere ulteriormente salito di quota in Impregilo, raggiungendo il 15%. Gavio ha il 33% di Igli e quindi il 10% circa di Impregilo ma ha al suo attivo il contratto di acquisto della quota ex-FonSai (offerta da 3,6 euro per azione). Se la famiglia Benetton non dovesse esercitare il diritto di prelazione su metà di questa quota, Gavio salirebbe al 66 per cento di Igli e al 20% in Impregilo. In caso contrario avrebbero entrambi il 50% di Igli corrispondente al 15% ciascuno di Impregilo. Atlantia ha sessanta giorni di tempo per scegliere cosa fare dopo aver rifiutato l’offerta. L’attivismo di Gavio ha una spiegazione. Esiste il rischio che lo schema di controllo di Impregilo possa uscire rivoluzionato. Atlantia e Salini hanno interessi complementari su Impregilo. La prima interessata al business delle gestioni autostradali (in particolare la brasiliana Ecorodovias), la seconda a quello delle costruzioni e delle infrastrutture. Maggiori elementi per capire che direzione prenderà Impregilo arriveranno quindi con le decisioni di Atlantia e con il piano industriale alternativo che il costruttore Salini sta preparando per il consiglio di amministrazione e l’assemblea degli azionisti. Graficamente le quotazioni di Impregilo hanno beneficiato ampiamente di quanto descritto guadagnando il 60% di valore nel corso degli ultimi quattro mesi. Sebbene il titolo mantenga ancora appeal speculativo, i 2,448 euro raggiunti il 4 gennaio, corrispondono all’area di resistenza dei massimi del febbraio 2011 quando Impregilo era salita fino a 2,48. Il trend al rialzo potrebbe quindi riprendere sopra 2,48 euro ma il superamento di questi livelli non dovrebbe arrivare nell’immediato. Il quadro grafico potrebbe anche essere interessato da una correzione che non modificherebbe l’impostazione positiva. Un campanello d’allarme suonerebbe sotto 2,27 euro.