Sarà al centro dell’attenzione delle cronache finanziarie oggi e vi rimarrà anche nel corso delle prossime settimane il Monte dei Paschi di Siena. I giochi e le indiscrezioni sul prossimo assetto dei vertici si intrecciano con il problema dell’elevato indebitamento.
Tra i nomi dei possibili presidenti dell’istituto senese ha assunto peso quello di Alessandro Profumo, ex-amministratore delegato di Unicredit, attualmente indagato dalla Procura di Milano per frode fiscale nel caso “Brontos”. Una vicenda che non viene attualmente considerata rilevante a Siena. A fare maggiore resistenza potrebbero invece essere i fondi hedge interessati a entrare nel capitale del Montepaschi. E qui entra in gioco il debito della banca, 1,1 miliardi di euro garantiti da azioni in mano alla Fondazione Mps. A marzo scade la moratoria concessa dalle banche creditrici che, se dovessero escutere il pegno, si prenderebbero quasi tutta la partecipazione della Fondazione. I creditori hanno per tale motivo richiesto un abbattimento del debito che Siena effettuerà tramite cessione di circa il 15% del 49% attualmente controllato. Interessati all’acquisto i fondi Equinox, Clessidra (si parla di almeno un terzo fondo) non ancora usciti allo scoperto che potrebbero avere difficoltà ad accettare una figura troppo forte al vertice, in grado di diminuire la loro capacità di influenza. La figura di Alessandro Profumo rimane comunque in pole position in quanto risponde alle caratteristiche di altro profilo professionale e riconosciute capacità in Italia e all’estero di cui la banca ha bisogno. A Piazza Affari il titolo del Monte dei Paschi ha preso con decisione la strada del rialzo e avanza di quasi l’8% a 0,39 euro. Vengono in tal modo lasciate alle spalle le resistenze che dal 2 all’8 febbraio avevano contenuti i tentativi di avanzamento dell’azione a 0,349. Il movimento potrebbe ora condurre le quotazioni del Monte dei Paschi fino a 0,4354 massimi del 30 settembre e del 13 ottobre scorsi. Il trend rialzista potrebbe a questo punto essere messo in discussione solo da un ritorno delle quotazioni sotto 0,3263 euro.