Se la scorsa settimana Fiat ha sorpreso il mercato con risultati 2011 superiori alle attese degli analisti grazie al fondamentale contributo giunto dal consolidamento in bilancio della controllata Chrysler e al buon andamento del business in Brasile, ieri il Lingotto ha visto i propri titoli penalizzati dalla decisione di Standard and Poor's di mettere il rating del gruppo piemontese creditwatch negativo a causa delle difficoltà sui mercati europei e del Brasile.
La decisione degli analisti dell'agenzia Usa ha riguardato il merito creditizio di lungo termine, attualmente classificato BB e non invece quello di breve che così verrà confermato a B. A spingere gli esperti verso questa scelta, il responso definitivo è atteso entro 90 giorni, sono state attese di un deterioramento dei risultati operativi del Lingotto nel 2012. In particolar modo le tensioni giungono sia dal fronte europeo e italiano, dove la domanda guardando i numeri di gennaio è ancora debole in scia alle pressioni sulla capacità d’acquisto generate dalla crisi e dalle misure di austerità adottate dal Governo italiano, sia da quello brasiliano. In questo secondo caso gli analisti di S&P hanno evidenziato come a loro dire il maggior mercato di Fiat sia a rischio a causa della crescente concorrenza che negli ultimi mesi ha portato ad un’erosione della quota di mercato del gruppo. Osservando l’andamento del mercato carioca in gennaio tuttavia i dubbi che le proiezioni degli esperti siano corrette emerge. Nel primo mese dell’anno le vendite di autovetture sono infatti cresciute di circa il 9,5%. Pur mostrando un calo stagionale del 23% rispetto a dicembre 2011, il dato è decisamente maggiore alle stime di molti analisti di diverse banche d’affari. Questo elemento rafforza quindi il Lingotto in termini di volumi. Un’altra carta da giocare da parte del team di Marchionne rimane sempre Chrysler. L’agenzia prima di esprimersi guarderà infatti l’evoluzione dei risultati del primo trimestre della controllata Usa di Fiat. Le variabili maggiormente monitorate saranno legate all’andamento dei nuovi prodotti, all’evoluzione del taglio dei costi e alle altre misure che il management potrà adottare per mitigare l'effetto negativo.