Ancora nessun accordo sul PSI greco nonostante sia ormai da due settimane che ci vengono fornite rassicurazioni su un imminente svolta in tal senso. Mentre sembra assai remota la possibilità di un nulla di fatto, il punto sarà quello di verificare se si riuscirà a raggiungere una partecipazione totalitaria o quasi in maniera volontaria, oppure se saranno necessarie misure coercitive che renderebbero l'intero processo molto meno sereno e prevedibile. In Europa comincia a preoccupare la situazione delle finanze portoghesi, dopo che il decennale è salito per la prima volta oltre il 16% mentre l'asta italiana di titoli a 5 e 10 anni è stata archiviata senza eccessivi entusiasmi, come peraltro è da attendersi quando le scadenze vanno oltre i tre anni (al di sotto dei quali le banche godono della certezza di finanziamento illimitato della Bce). Il clamore suscitato dalla decisione della Fed di mantenere tassi bassi per tutto il 2014 e che ha innescato vendite sul dollaro Usa sembrerebbe essere rientrato: a questo punto ci si chiede se il rally di gennaio possa proseguire o meno, soprattutto a seguito dei guadagni inattesi delle scorse settimane e del dato deludente sul Pil Usa e l'aumento delle scorte. La verifica in tal senso potrebbe già aversi in settimana, attesi i dati sulla produzione manifatturiera delle principali economie mondiali che dovranno confermare o meno i recenti segnali di miglioramento. Nessuna sorpresa sui tassi dovrebbe invece giungere dalla banche centrali che si riuniranno in Colombia e Repubblica Ceca mentre è previsto un taglio in Romania. Sull'Eurodollaro ancora cautela: solo un ritorno al di sotto di area $1,2850 potrebbe innescare un nuovo scenario ribassista.
Non solo Europa: Fed e dati economici
Ancora nessun accordo sul PSI greco nonostante sia ormai da due settimane che ci vengono fornite rassicurazioni su un imminente svolta in tal senso.