Purtroppo le grandi attese che si erano create la scorsa settimana dopo le parole del Presidente della Bce Mario Draghi, in un’audizione tenutasi a Londra, in cui aveva affermato che avrebbe fatto di tutto per salvare l’Euro, almeno per il momento come già accaduto ieri per la Fed, qui per la verità le probabilità di un imminente qe3 erano piuttosto limitate, sono state disattese ed è stato un vero tracollo per i mercati, in primis per Milano. Il Presidente Draghi ha affermato nuovamente che la Bce non può sostituirsi ai compiti dei governi nazionali sottolinenado inoltre che ad oggi nessuno stato ha fatto richiesta per l’eventuale utilizzo del fondo Esm confermando così nuovamente l’impossibilità per la banca centrale di tornare ad acquistare titoli di stato dei paesi periferici. Quello che comunque fa ben sperare per le prossime settimane è la possibilità, che parrebbe concreta, di poter assegnare al fondo salva stati che dovrà prendere il via il 12 settembre, dopo l’approvazione della corte costituzionale tedesca, la licenza bancaria circostanza che metterebbe a disposizione dei paesi in difficoltà un ammontare praticamente illimitato.

Tornando a ieri i mercati dopo l’inizio della conferenza stampa di Draghi hanno subito un vero e proprio tracollo invertendo bruscamente la strada rialzista intrapresa fino a quelo momento: Piazza Affari alle 14.30 era arrivata a guadagnare oltre due punti percentuali salvo poi stornare con violenza e perdere in pochissimi minuti oltre cinque punti arrivando a registrare un -3%. Tendenza proseguita poi anche nell’ultima parte di giornata, dopo una breve fase di congestione, il mercato ha strappato nuovamente al ribasso terminando al fixing con -4.64%; peggio di Piazza Affari solo Madrid che cede il 5.16% performance nagative, ma più contenute per la altre borse europee: Parigi (-2.68%), Francoforte (-2.20%), Londra (-0.88%).