Dopo l’annuncio del delisting da parte della famiglia Benetton dell’omonimo gruppo dell’abbigliamento quotato a Piazza Affari dal 1987, non si placano le indiscrezioni che vorrebbero altre società intenzionate a seguire questa strada. A spingere in questa direzione i valori dei titoli particolarmente contenuti dopo le discese degli ultimi anni. Come rilanciato nel fine settimana dalla carta stampata, Safilo potrebbe essere una delle candidate.
Il management della società veneta non si è voluto sbilanciare, annunciando che delucidazioni in tal senso verranno date nel corso della presentazione dei risultati dell’esercizio 2011 in programma il prossimo 8 marzo. Secondo alcuni analisti il delisting da parte del socio di riferimento Hal potrebbe essere favorito proprio dalle stesse ultime mosse del fondo di investimento, sottoscrittore di un aumento di capitale riservato pari a 44 milioni di euro finalizzato all’acquisizione del marchio di occhiali di Polaroid. L’innesco di nuova liquidità ha infatti valorizzato il titolo di Safilo 9 euro per azione, un prezzo addirittura maggiore al prezzo di carico di Hal dell’intera quota del gruppo padovano pari a 6 euro per azione. Una tale decisione potrebbe consentire al fondo di investimento di rilevare a buon mercato l’intero flottante ancora non in portafoglio, abbassare il prezzo di carico complessivo del titolo e di sfruttare la riorganizzazione in atto a livello di gestione dei marchi in licenza. Negli ultimi mesi è stato infatti questo il tasto più dolente per Safilo, con la perdita della licenza di Armani a scapito della rivale Luxottica e il mancato rinnovo nei giorni scorsi di Balenciaga. A differenza del contratto per la produzione degli occhiali firmati da Armani, quello con il marchio spagnolo non ha un peso eccessivo sui conti di Safilo. Il giro d’affari era infatti di circa 3 milioni di euro su un fatturato complessivo di un miliardo di euro. E’ piuttosto la tendenza a preoccupare. I contraccolpi maggiori verrebbero infatti dalla prosecuzione del trend, con le altre maison che potrebbero decidere di seguire la concorrenza e l’incremento della dipendenza da pochi marchi. Per l’investitore tuttavia le prossime 2/3 settimane potrebbero riservare delle sorprese se i rumor di mercato dovessero rafforzarsi in vista dell’8 marzo, aumentando con decisione la temperatura da possibile delisting. Anche perché Hal potrebbe in futuro trarre un rilevante beneficio se dovesse decidere di scendere ridurre la propria quota azionaria una volta portato a termine con successo il turnaround in atto.