Scozia, Irlanda del Nord e città di Londra chiedono l’indipendenza dal Regno Unito per rimanere nell’Unione Europea. In base ai Trattati Ue, solo la prima può farcela, perché è una nazione con una identità culturale, geografica e storica ben definita. Ma si possono immaginare anche altre soluzioni.

Tre nuove richieste di indipendenza

Il 23 giugno 2016 rischia di passare alla storia europea come il “giorno dell’indipendenza” in un senso assai diverso da quello invocato da Nigel Farage, il politico inglese che ha guidato con successo la campagna per la Brexit.

Non erano passate nemmeno 24 ore dalla proclamazione dell’esito del referendum che già erano state formulate altre tre richieste di “indipendenza” nel Regno Unito. La prima, come ci aspettava, dalla Scozia, la cui prima ministra ha dichiarato che, a seguito della Brexit, la questione dell’indipendenza del suo paese tornava di piena attualità. La seconda avanzata, tra gli altri, dal presidente del Sinn Fein, che ha prospettato un referendum per un’eventuale separazione dell’Irlanda del Nord dal Regno Unito in vista di una riunificazione con la Repubblica di Irlanda. La terza, lanciata dal sito change.org e riportata ampiamente dalla stampa, relativa alla possibile separazione della City of London dal resto dell’Inghilterra. Le richieste mirano a mantenere le tre aree in questione all’interno della Ue, in considerazione del fatto che la maggioranza dei cittadini lì residenti ha votato per rimanere nell’Unione e non per lasciarla.

In base ai trattati europei è possibile che le richieste abbiano successo?