Nel 1998 The Economist pubblicò un articolo intitolato Get Ready for the Phoenix {State Pronti per la Fenice}, in cui si scriveva “A trenta anni da adesso, gli americani, i giapponesi, gli europei e i cittadini di molti altri paesi ricchi (e di qualcuno relativamente povero) probabilmente pagheranno la spesa con la stessa valuta. I prezzi non verranno espressi in dollari, yen o marchi tedeschi, ma, diciamo, con la fenice. La fenice otterrà il favore di imprese e rivenditori perché sarà più pratica delle monete nazionali di oggi, che a quel punto sembreranno solo una delle bizzarre cause di sconvolgimento economico del tardo ventesimo secolo.” … “La data è indicativa, ma tenetela a mente lo stesso: per il 2018 preparatevi a dare il benvenuto alla fenice.”

Noi come sempre preferiamo andare controcorrente e per il 2018 ci prepariamo a dare l’addio o meglio l’arrivederci alla fenice.

Nel fine settimana abbia scoperto che la crisi bancaria italiana è finita, il mondo bancario ringrazia il Governo per gli interventi a tutela del sistema, in coordinamento con le autorità europee, sulle banche venete e su Mps. “Hanno eliminato i rischi sistemici dal mondo bancario” sottolinea il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. Non solo, il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco dichiara chiusa l’emergenza del settore nel Paese. “La soluzione delle situazioni aziendali dissestate e la ripresa economica stanno dissipando i rischi sulla tenuta del sistema”. Aggiunge il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan: “Il peggio è alle spalle. Siamo a un punto di svolta che trae origine dalla ripresa economica, senza dimenticare il ruolo cruciale delle riforme”.