A partire dal 24 ottobre, il Tesoro degli Stati Uniti aveva nelle sue casse circa $435 miliardi. Questo perché i burocrati federali avevano emesso debito e prevedevano di accumulare un tesoro in denaro fino al 15 marzo 2017, quando Hillary Clinton avrebbe dovuto convincere il Congresso per un altro aumento del tetto del debito.

Inutile dire che Hillary è stata inaspettatamente (e per fortuna) mandata in pensione a Chappaqua, New York. Ma la sorpresa meno discussa è che il denaro del Tesoro USA è praticamente scomparso.

Proprio così. Dopo il Daily Treasury Statement (DTS) del 7 marzo, il bilancio era sceso a soli $88 miliardi — il che significa che $347 miliardi sono volati fuori dalla finestra sin dal 24 ottobre.

E ho scoperto che l'8 marzo il Tesoro aveva consumato altri $22 miliardi di liquidità — portando il bilancio a $66 miliardi!

A dire il vero, non c'è stata alcuna rapina presso il Palazzo del Tesoro — a parte il sequenziale furto attraverso le tasse perpetrato dalla Città Imperiale.

Di diverso questa volta c'è che i burocrati federali hanno deciso di sabotare colui che ritengono che sia l'usurpatore alla Casa Bianca.

A tal fine hanno drenato il conto che avrebbe dovuto gestire Trump in veste di presidente degli Stati Uniti piuttosto che prendere in prestito i soldi e ripagare i conti monumentali dello Zio Sam. Questo è accaduto in particolare sin dal 20 gennaio, giorno dell'insediamento. Il 7 marzo il debito federale netto era di $19.802 miliardi — su di $237 miliardi sin dal 20 gennaio.

Ma questa non è tutta la storia. Nello stesso periodo di 47 giorni, i burocrati del Tesoro hanno colto la possibilità di ripagare $57 miliardi di buoni del Tesoro in scadenza.