Le trattative per la formazione del nuovo governo sono in stallo. E uno dei motivi, anzi di gran lunga il principale, è il veto posto dal M5S a una maggioranza che includa Forza Italia, o per essere più esatti Silvio Berlusconi.

Ora, SB è ben lontano dall’essere il mio ideale di statista. E naturalmente coinvolgerlo nel governo non è una decisione né ovvia né semplice per un movimento che ha fatto della lotta alla corruzione un punto chiave della sua proposta politica.

Ci sono però alcune considerazioni su cui il M5S dovrebbe riflettere più in profondità di quanto (apparentemente) emerga dalle dichiarazioni dei suoi esponenti.

In primo luogo, il problema fondamentale del paese oggi è la profonda depressione in cui si trova l’economia. Che a sua volta può essere risolta solo staccandosi dai vincoli dell’Eurosistema. Per farlo occorrono idee e progetti chiari, nonché una maggioranza solida.

Maggioranza solida che senza Forza Italia non c’è. Un eventuale accordo M5S + Lega + Fratelli d’Italia, o alternativamente M5S + PD + Leu, quand’anche le possibili controparti lo prendessero in considerazione (cosa che oggi negano di voler fare) avrebbe margini risicati, soprattutto al Senato.

Senza contare che, per quanto riguarda la seconda ipotesi, accordarsi con il PD per staccarsi dall’euroausterità appare chimerico, visto che il PD fin qui non è stato altro che la longa manus della UE nel nostro paese.

Per quante colpe si possano imputare a Berlusconi, va poi sempre ricordato che per applicare la fase più feroce e catastrofica dell’austerità euroindotta è stato necessario (a novembre 2011) rimuoverlo dal governo.