Prima di affrontare la lettura dell'articolo di oggi è bene ricordare un concetto che spesso viene ancora travisato. Soprattutto dai media mainstream. Lo scopo di una definizione, infatti, è quello di presentare la caratteristica essenziale della cosa che si vuole identificare. Nel nostro caso in particolare, l'inflazione: un aumento dello stock monetario. Attenzione, però, perché gli Austriaci a differenza dei monetaristi non dicono che un aumento dell'offerta di denaro causa inflazione; l'incremento stesso dell'offerta di denaro è inflazione. Questo privilegio permette a coloro nelle cui mani finisce il denaro creato ex novo, di appropriarsi della ricchezza reale senza contribuirvi affatto. Quindi il pompaggio monetario, l'inflazione, rappresenta una cattiva notizia per il processo di creazione di ricchezza. Non c'è bisogno di alcun studio empirico per confermare o confutare questo concetto. Ma l'incremento dei prezzi al consumo non è una conclusione automatica a seguito di un incremento dello stock monetario. I prezzi, infatti, sono determinati da fattori reali e monetari. Di conseguenza può accadere che se i fattori reali spingono i prezzi in direzione opposta a quella dove sono spinti dai fattori monetari, i prezzi mostreranno lievi cambiamenti.

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di Frank Shostak

Una buona correlazione visiva tra la variazione percentuale annuale dell'indice dei prezzi al consumo (IPC) e la variazione percentuale annuale del prezzo del petrolio, sembra fornire un supporto al pensiero popolare secondo cui i futuri cambiamenti nell'inflazione dei prezzi negli Stati Uniti saranno probabilmente impostati dal tasso di crescita annuale del prezzo del petrolio (vedi grafico).