E’ di questi giorni la notizia dell’esposto del Codacons relativo al Fondo d’Investimento Immobiliare IRS, acronimo di Invest Real Security, che dalla quotazione iniziale sembra aver prodotto perdite per un controvalore pari al 60% del capitale investito.

IRS è un fondo di investimento immobiliare chiuso e destinato al pubblico retail (piccoli risparmiatori) di Poste Italiane, nato nel 2003 e con una durata prevista di 10 anni, prorogata di ulteriori 3 anni con decisione del Consiglio di Amministrazione al fine di poter completare lo smobilizzo degli immobili presenti all’interno del portafoglio; quindi il fondo in oggetto ha cessato di fatto l’operatività il 31 dicembre del 2016.

In definitiva i risparmiatori delle Poste avevano acquistato le quote del fondo ad un valore di 2.500 eur l’una, mentre ora, in fase di liquidazione, verranno rimborsate a 390 eur l’una con una perdita del 60% del capitale investito inizialmente.

Le Poste avevano proposto l’acquisto di tale fondo ai propri correntisti e risparmiatori, insieme ad altri 3 fondi (Obelisco, Europa Immobiliare 1, Alpha)  nel periodo compreso tra il 2002 ed il 2005. Per maggior dettaglio, i Fondi d’Investimento Immobiliari investono in immobili direzionali, retail e logistica, in misura non inferiore ai due terzi del capitale totale. I sottoscrittori acquistano perciò quote di questi fondi senza acquisire direttamente un immobile e per tale motivo si tratta di veri e propri strumenti finanziari.

Alcune Associazioni di Consumatori sono pronte ad azioni legali con richieste di risarcimento poiché sembra tali strumenti finanziari, altamente speculativi, siano stati collocati presso i clienti di Poste Italiane come strumenti con rischio quasi nullo e dal rendimento certo poiché l’oggetto dell’investimento erano immobili, ovvero beni che nel tempo hanno sempre incrementato il loro valore di mercato; un po’ le stesse ragioni addotte dagli impiegati degli sportelli bancari per piazzare le obbligazioni subordinate delle Banche finite poi in liquidazione o amministrazione controllata (vedasi: Banca Etruria, Cari Chieti, Cari Ferrara, Banca delle Marche, Veneto Banca, Banca Pop. di Vicenza, ecc…)  a molti clienti ignari dei reali rischi legati a questi strumenti.