Janet Yellen ha affermato che rimarrà in carica fino alla durata naturale del suo mandato (gennaio 2018) e ha sfacciatamente tenuto conferenze al Congresso mettendo in guardia dai pericoli dell'interferenza politica con la banca centrale.

Oddio mio!

Prima del dicembre scorso — dopo l'elezione presidenziale — la FED ha trascorso l'anno intero a rimanere seduta sui tassi d'interesse quasi a zero per nessuna ragione plausibile. Il motivo principale era quello di perpetuare la bolla nel mercato azionario e quindi garantire l'elezione di Hillary Clinton con conseguente perpetuazione del sistema di Wall Street/Washington.

A suo merito, Donald Trump ha denunciato questa intromissione politica durante la campagna elettorale, definendola "vergognosa" e progettata per mantenere gonfiate le medie azionarie fino all'otto novembre.

Aveva ragione. Eppure, nonostante la sua vittoria scioccante, la Yellen ha la temerarietà di negare la realtà; praticamente il bue che dice cornuto all'asino. Il suo partito keynesiano-statalista è stato ripudiato dal popolo americano, ma zia Janet insiste sul fatto che il suo diritto a rimanere a capo della FED non è stato intaccato di un virgola.

Inoltre, questa non era la solita nenia circa la presunta "indipendenza" della FED, piuttosto una sorta di messaggio non tanto velato all'attuale presidente.

Voleva dire che per i mandarini monetari arroganti che gestiscono la banca centrale della nazione, la sua elezione era irrilevante e che, in ogni caso, la FED non aveva nulla a che fare con i fallimenti economici che hanno portato la maggioranza degli elettori nell'entroterra statunitense a votare per Trump.