Phastidio ha un denominatore comune: la critica sistematica di tutti i luoghi comuni, le frasi fatte, le ovvietà culturali, il potenziale giustificatorio tradizionale da cui siamo investiti ogni giorno della nostra multimediale esistenza. Basta ripetere ossessivamente lo stesso concetto, ed ecco che il concetto diviene assioma, verità indimostrata ed indimostrabile.
Ci sono ipotesi che possa essersi trattato di una sorta di calendar spread, in cui si vende protezione su un indice e se ne compra su un altro, di scadenza differente, per scommettere sulla inclinazione della curva di credito.
Non è ancora chiara la dinamica della enorme perdita, stimata parzialmente a due miliardi di dollari, prodottasi nella struttura londinese di JPMorgan nota [...]
E’ la liquidità che ha diritto di vita e di morte, beneficiando e punendo i paesi ben oltre i loro effettivi meriti e demeriti, ritirandosi e affluendo a seconda delle minacce e delle opportunità che il quadro di mercato offre.
Ora, verrebbe da dire a Moody’s: dì qualcosa che già non sappiamo. Eppure, questa assoluta banalità ha scatenato reazioni di matrice sudamericana nei soggetti che più di altri dovrebbero tenere i nervi e – soprattutto – la lingua a posto.
Il gestore elettrico greco ha raccolto bollette impagate per un miliardo di euro: questo dovrebbe forse fornire una migliore comprensione del disastro (sociale prima che economico) del paese. Le tasse si pagano quando c’è reddito disponibile per farlo.
La Spagna, che è già in ginocchio di suo, con un sistema bancario prossimo al collasso e che rischia di essere la determinante della richiesta di aiuti alla Troika da parte del governo di Madrid, tocca i 492 punti-base ed il Bono decennale arriva a rendere il 6,31 per cento.
Gli indicatori di valore nei mercati rischiosi, rappresentati dal premio al rischio rispetto al rendimento di liquidità e titoli di stato “sicuri”, sono ulteriormente migliorati in conseguenza della correzione dell’azionario, ma erano già su livelli storicamente elevati.
Il problema, per la politica, è come fare in modo che eventuali fallimenti di queste operazioni elusive della norma pesino solo sulle banche coinvolte e sui loro azionisti, e non sulla collettività. Diversamente, il mondo resterà costantemente sotto la spada di Damocle (o di Dimon, più specificamente) della finanza che privatizza gli utili e socializza le perdite.
I tedeschi dovranno gestire il rischio-bolla che si produce come conseguenza delle distorsioni che spingono i depositi bancari a lasciare la periferia e dirigersi verso la Germania.
La Grecia prosegue nei suoi terribili spasmi, con il crescente rischio di default disordinato e conseguente effetto contagio sul resto dell’Eurozona. Come osserva Alphaville, la Grecia potrebbe dichiarare default su cedole e rimborsi di capitale non domestico..
Hollande non sarà quella caricatura di socialista mangiatore di conti pubblici che di lui è stata data soprattutto dalla grande stampa finanziaria anglosassone né, malgrado le suggestioni storiche, potrà permettersi di seguire le orme del Mitterrand del 1981
La flessione dei prezzi degli attivi rischiosi ed il recupero dei titoli di stato “sicuri” e del dollaro hanno avuto questa settimana scarsa relazione con l’Europa, dove i rendimenti della periferia sono generalmente calati.
La spending review, per definizione, opera entro il perimetro pubblico-privato esistente. Bordignon ricorda il framework introdotto da Tommaso Padoa-Schioppa nel 2007.
Se non c’è domanda per i prodotti la crescita non si materializza, tutte le politiche di consolidamento sono deflazionistiche, non portano crescita automaticamente.
Le banche si spaventarono, perché i risparmiatori prestavano loro sempre meno soldi, e per quei pochi soldi prestati esigevano una elevata remunerazione.
La reiterata pressione su ogni spread disponibile (Italia, Spagna, Olanda, Francia) e l’allargamento dei credit default swap sui debiti sovrani indicano che i mercati sono tornati a votare pesantemente contro l’Eurozona.
Con le ultime manovre di finanza pubblica, le due fatte la scorsa estate e il decreto Salva-Italia di fine 2011, “c’è stato un processo di aggiustamento di quasi 5 punti percentuali del Pil” tra il 2012 e il 2014.
La Francia sta per affrontare quelle stesse dure scelte che l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder ha gestito un decennio addietro, in condizioni di economia globale ben diverse dalle attuali, peraltro.
Il pareggio di bilancio corretto per il ciclo economico (pareggio “strutturale”) è parte degli accordi che in sede europea hanno condotto al Fiscal compact.