Portafoglio ETF


Nella costruzione di un portafoglio ETF, al pari di qualsiasi altro portafoglio si decida di investire, un ruolo fondamentale è ricoperto dall’attività di asset allocation strategica, alla luce di una preventiva analisi mirata sulle effettive disponibilità liquide e sul trade off rischio/rendimento che si è disposti a reggere.

Portafoglio ETF

Partendo dall’analisi empirica rilevata sul mercato, l’impatto sulla performance di lungo periodo di un portafoglio in ETF è risultata imputabile per il 90% (80% al limite) all’Asset Allocation adottata, mentre solo un 10% (fino ad un massimo del 20%) del risultato totale sarebbe imputabile al differente Market Timing e alle strategie di Stock Picking.

Dopo lo studio degli strumenti specifici e l'analisi delle disponibilità effettive su cui basare la propria strategia di Asset Allocation, il passo finale si attiva scegliendo gli ETF che andranno a comporre il portafoglio. Non tutti gli indici di mercato sono trattati da una singola società di gestione: spesso si possono infatti osservare grandi varietà di ETF basati tutti sullo stesso indice di mercato, differenti per quanto riguarda la informativa e la regolamentazione di base.

Nella scelta dell’Etf migliore è opportuno privilegiare:

  • ETF armonizzati, che godono, a differenza di strumenti non armonizzati, di benefici fiscali (tutti gli ETF attualmente quotati sul mercato di Borsa Italiana sono armonizzati)
  • ETF con costi inferiori, analizzando, in particolare il monte di commissioni annuali di gestione e la variabilità dello spread denaro-lettera. Tra questi ultimi due costi, l'investitore di lungo periodo (con strategia di buy&hold) è necessario dia maggiore importanza all'ammontare dei costi di gestione, rispetto ai quali anche una differenza di pochi Basis Point può determinare risparmi consistenti sul lungo periodo.

    Un investitore di breve, viceversa, dovrà valiare con maggior attenzione la variabilità dello spread bid&ask, che, in caso di posizionamenti ad alta frequenza in entrata ed uscita, diviene indicatore fondamentale sul livello di performance ottenibile.

I fattori dell'Asset Allocation

Con il termine Asset Allocation si fa riferimento alla costruzione di un portafoglio composto da attività differenti per tipologia e classe d’appartenenza. Tale schema permette all’investitore di assecondare la propria propensione al rischio, formando portafogli coerenti con il profilo individuale.

Partendo dunque dall’assunzione dell’impossibilità di definire un portafoglio ottimale (intendendo con questo l’adeguatezza contestuale per l’intera schiera di soggetti), è possibile valutare l’adeguatezza dell’investimento potenziale tramite l’applicazione di alcuni indicatori. Tra questi, merita attenzione l’analisi di:

  • Volatilità dell’attività sottostante, vale a dire la tendenza di un’attività a subire fluttuazioni nel tempo;
  • Correlazione, ovverosia il legame dell’asset di riferimento con attività terze presenti sul mercato;
  • Beta, l’indicatore della reattività del titolo sottostante rispetto alle oscillazioni del mercato.


In un’ottica di costruzione di portafoglio con percentuale di rischio calcolata ed adeguata, risulta quindi necessario valutare la covarianza tra gli ETF cui si è interessati, così da evitare di incorrere in posizionamenti sbilanciati o concentrati su attività troppo analoghe.

Per quanto riguarda il calcolo della volatilità, inoltre, sebbene assuma un ruolo fondamentale la stima della probabilità di fluttuazione delle singole attività di riferimento, altrettanto importante risulta la valutazione della volatilità globale del portafoglio, cui si basa l’aleatorietà della performance stimata.

In tema di diversificazione di portafoglio, la scelta dell’investitore può concentrarsi non solo sulla differenziazione delle attività (sottostanti) cui i diversi ETF fanno riferimento, ma anche sulla tipologia propria dell’ETF selezionato, che può variare dallo Standard, allo Strutturato, al Leverage, fino ad arrivare ad ETC ed ETN.

In tal modo, anche agli investitori più piccoli è data la possibilità di scegliere tra strumenti dalle differenti potenzialità, che aprono l’accesso ad attività che, singolarmente prese, risulterebbero troppo difficili da raggiungere, complicate da gestire e costose da sostenere economicamente.

I vantaggi di un portafoglio costruito con ETF

Tra i principali vantaggi nella costruzione di un portafoglio tramite ETF spiccano:

  • minore rischio di portafoglio
  • maggiore diversificazione sugli emittenti; 
  • scelta diversificata per attività di riferimento e tipo di strumento replicante selezionato; 
  • facile accessibilità a mercati difficilmente raggiungibili; 
  • minori costi di gestione e partecipazione.

Servizio Segnali Portafoglio Etf

Questo tipo di servizio è particolarmente indicato a coloro che, pur non avendo molto tempo da dedicare agli investimenti, vogliono costruire nel tempo un portafoglio profittevole di ETF, con rischio limitato.

Sulla base di analisi metodologiche dell'andamento degli Etf, fornisce indicazioni semplici e precise, inviate istantaneamente via e-mail ogni qual volta si delineano le condizioni operative utili e necessarie. Nella mail è riportata una chiara indicazione del prezzo di acquisto (o vendita), del quantitativo di azioni consigliato, dell' ISIN e del Ticker.

Per maggiori informazioni sul servizio in abbonamento, clicca qui.

Consulta anche:

apk