Sorretta dalle due Big Bank e dal comparto utility, la Borsa milanese è la sola, fra le Piazze europee, a terminare le contrattazioni con un rialzo. Certo la chiusura è avvenuta decisamente lontana dai massimi di giornata, ma alla fine è rimasto comunque un punto percentuale di guadagno.
Una seduta decisamente anomala, iniziata alla grande sulle indiscrezioni di una soluzione “pilotata” del default greco. Dopo un’ora dall’inizio delle contrattazioni sembrava proprio che il nostro indice principale potesse addirittura sfondare il muro dei 17.000 punti, non è andata così, ed alla fine l’andamento “a gambero” di Wall Street ha ridotto decisamente i guadagni della mattinata.
L’ottimismo che aleggia intorno alle nostre due Banche principali, l’entusiasmo per l’inizio del collocamento delle obbligazioni Enel e le dimissioni di Giuliano Zuccoli, Amm.Del. di A2A, infiammavano il nostro listino che però, come detto viveva di spunti “individuali”.
E’ infatti assolutamente inusuale vedere che, in una seduta che termina con un punto percentuale di rialzo, siano più i titoli che terminano con un ribasso che non quelli che hanno guadagnato, segno che tra i rialzi di giornata si dovevano trovare titoli “pesanti”.
Ed infatti dopo A2A (+6,18%) troviamo Enel (+5,40%), sembra infatti che in due giorni sia stato già “spazzolato” il plafond di Bond in emissione (1,5 miliardi di euro) e si vada così per il limite massimo fissato a 3 miliardi di euro, sempre per l’azienda guidata da Fulvio Conti arrivano anche notizie positive riguardanti la controllata spagnola Endesa.
Per il comparto industriale continua la cavalcata di Prysmian (+4,95%) arrivato a quotare 12,5 euro, per vedere un valore simile dobbiamo tornare al luglio scorso. Bene anche Ansaldo (+4,58%) che con questo balzo esce da una fase laterale e punta decisamente verso la quota di 8 euro.