Il nostro indice principale ha mantenuto quota 14.000 e chiude una settimana con un rialzo (+0,91%), non eclatante, ma certamente benaugurante.
Erano in molti, infatti a temere il tracollo dopo che la scorsa settimana si era conclusa sotto quota 14.000, considerato un livello psicologico importante, ma non è andata così.
Non sono mancati i momenti di panico, dopo una eccellente prima giornata, infatti, abbiamo assistito a due pericolose sbandate che non facevano presagire nulla di buono, anzi, si temeva proprio si potesse aprire il baratro e scivolarci dentro (un po’ come nel marzo 2009), invece le due ultime sedute (sempre con patemi d’animo) hanno comunque dato un segnale perlomeno di “tenuta”.
Alcuni titoli, poi, hanno avuto rimbalzi davvero sensibili, un segnale che l’economia italiana è provata, ma non è morta, né moribonda.
Certo non si può nascondere un tracollo come quello di Mediaset (-2,83%), che nella settimana ha lasciato sul terreno quasi dieci punti percentuali ed il 31% da inizio anno, il titolo va monitorato con attenzione perché indicativo del mercato pubblicitario in Italia e, per estensione, quindi, un termometro della salute dell’economia del Paese.
In vetta ai rialzi odierni troviamo ancora A2A (+5,90%) ed un rimbalzo di oltre il 20% nella settimana, forse qualcuno si è accorto che il titolo era arrivato a quotare poco più di 40 centesimi.
Oggi abbiamo assistito anche al rimbalzo di Pirelli (+4,34%) dopo la debacle della vigilia, i conti non erano affatto negativi, ma obiettivamente non si poteva pretendere che il titolo continuasse a salire all’infinito, sulla notizia si è venduto, ma oggi sono già scattate le ricoperture.
