Ancora due sedute prima della fine del primo mese di questo temutissimo 2012, al momento il Dow Jones da inizio anno ha guadagnato il 3,63%, lo S&P500 il 4,67% ed il Nasdaq l’8,11%, insomma se continuasse così sarebbe una vera manna.

Sappiamo però, naturalmente, che non dobbiamo illuderci e queste ultime due sedute hanno evidenziato una certa “stanchezza” sembra quasi ci sia “voglia” di storno.

Le trimestrali hanno battuto le attese nel 66% dei casi, almeno finora, quindi un ottimo risultato, ma gli ultimi dati macro non sono stati esaltanti.

Il dato sul Pil statunitense è stato rivisto al ribasso +2,8% dal precedente +3,0%, ed anche l’indice dei prezzi PIL, un buon previsore dell’inflazione ha fatto segnare un modesto 0,4% (previsione al 2,0%) non è una buona notizia, occorre infatti leggerla come difficoltà dell’economia ad espandersi.

Buone notizie solo dall’indice di fiducia del Michigan arrivato a 75 dal precedente 74.

Queste notizie hanno avuto un effetto immediato sul settore valutario, deciso ribasso del dollaro che contro l’euro torna ben sopra quota 1,32 ed arriva addirittura a 76,60 nei confronti dello yen. Per l’economia nipponica, mai in crisi come in questo periodo, torna ad essere determinante l’intervento della Boj, risolverà poco o temporaneamente, ma non può il Paese del Sol Levante accettare un tasso di cambio simile. Ormai è dallo scorso agosto che si trova in un range fra 76 e 78 e questo ha portato alcuni colossi dell’industria nipponica in piena crisi, qualcosa deve essere fatto.

Torniamo alla nostra Wall Street per dire che sugli scudi oggi abbiamo il settore delle fonti rinnovabili, tornato improvvisamente molto di moda, dopo un 2011 da dimenticare.