Chiusura d’ottava “tranquilla” per gli indici statunitensi che hanno concluso con una debole variazione positiva una settimana caratterizzata da un ribasso (quello iniziale) e quattro successivi rialzi.

La seduta ha permesso all’indice S&P500 di tornare sopra quota 1.400 punti e, quindi, lo storno della seconda metà di marzo è stato quasi integralmente riassorbito.

Giornata caratterizzata da importanti dati sia macro che micro, per cui abbiamo assistito a variazioni in alcuni casi estremamente significative, ma andiamo con ordine cominciando dai dati macro.

Il Pil del primo trimestre 2012 è cresciuto soltanto del 2,2% le previsioni degli economisti davano un incremento del 2,5% e ricordiamo che nel quarto trimestre 2011 era stato +3,0%.

L’indice del costo del lavoro, però, è cresciuto dello 0,4% rispetto all’atteso +0,5% e la spesa per consumi è aumentata del 2,9% il livello più elevato dall’ultimo trimestre 2010, il dato precedente si era fermato a +2,1%.

Ed infine l’indice sulla fiducia dei consumatori elaborato dall’Università del Michigan (76,4 punti) è salito per l’ottavo mese consecutivo.

Per quanto riguarda le trimestrali non si può non partire da Amazon che ha lasciato tutti senza parole polverizzando anche la più ottimistica previsione, ovviamente il mercato ha particolarmente apprezzato.

Inferiore alle previsioni i risultati del colosso dei prodotti di consumo Procter & Gamble che ha anche tagliate le stime di utile per l’intero esercizio.

Rialzo siderale per Expedia, per il leader mondiale della prenotazione viaggi un utile adjusted di 0,26 dollari per azione rispetto a previsioni che si fermavano a 0,14.

Infine vendite inferiori alle attese per Starbucks e l’annuncio, da parte di Ford, di una perdita in Europa nello scorso trimestre.