Lo scorso anno, i flussi di capitale sull’azionario europeo hanno mostrato un segno negative, a causa di una combinazione tra i timori su Brexit e altre incertezze politiche - spiega Thomas de Saint-Seine -. Quest’anno, i deflussi si sono fermati e i capitali stanno tornando a fluire sull’asset class.  Questa tendenza è visibile anche per la nostra strategia sull’azionario europeo, che ha visto una maggior domanda e sottoscrizioni in terreno positivo. L’outlook è sempre più in miglioramento e ci aspettiamo maggiori afflussi. Tale trend è visibile in particolare sui fondi di investimento del segmento small&mid cap.

L’azionario europeo resta anche allettante rispetto ai listini americani, oppure comparando il rendimento da dividendo medio (3,4%) al rendimento di benchmark obbligazionari (come il Bund 10 anni, circa 0,25%). Inoltre, gli investitori stranieri continueranno a preferire l’azionario europeo, dato lo slancio positivo e il miglioramento del quadro economico.

Per quanto riguarda l’asset allocation, da inizio anno la nostra strategia dedicata all’azionario europeo ha aumentato il peso sull’Europa continentale, incluse Italia, Francia, Germania e Svizzera, alle spese del Regno Unito - spiega Thomas de Saint-Seine -. Questa decisione è stata influenza dal miglioramento di alcuni mercati, come proprio l’Italia. L’elevata dispersione dei fondamentali dei titoli nel settore industriale lo rende interessante per le nostre strategie long-only, poiché troviamo diversi titoli allettanti sotto il profilo growth/momentum e value, specialmente nei Paesi scandinavi. Proprio la Svezia rimane la maggiore posizione sovrappesata, mentre l’attuale trend fondamentale negativo pesa su numerose società small & mid cap britanniche, motivo del significativo sottopeso sull’asset class.