Ancora una banca sotto la lente. Questa volta, però, non c'entrano i moniti della Bce e non si parla di crediti deteriorati né di bad loans.: Perché i "bad", i cattivi, sono quelli veri. Faccendieri e mafiosi, che entrano ed escono indisturbati e movimentano sottobanco conti correnti, intessendo strane trame che sembrano condurre alle stanze della massoneria: una vicenda bancaria dai contorni per molti versi ancora oscuri, e che ha condotto per il momento al sequestro preventivo della siciliana banca cooperativa "Senatore Pietro Grammatico" di Paceco: cinque filiali fra Trapani, Marsala ed Erice e 1.660 soci, dei quali ben 357 con precedenti penali. Di questi, 11 per reati di mafia. Una banca che vanta adesso un primato: è la prima volta che un istituto di credito viene sottoposto a misure di prevenzione antimafia.

La prima banca posta sotto amministrazione giudiziaria

A riassumere i risultati delle indagini, condotte dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Palermo sotto la guida del colonnello Francesco Mazzotta, è il procuratore di Palermo Franco Lo Voi. "La Banca" dice, "è stata gestita e amministrata negli ultimi anni, e addirittura dalla sua creazione, da soggetti in contatto con ambienti legati alla criminalità organizzata o da soggetti ritenuti vicini alla mafia".

Ed è su questa base la Procura palermitana ha convinto il Tribunale di Trapani a porre sotto amministrazione giudiziaria la banca, come previsto dall’articolo 34 del Codice antimafia. Ad occuparsi della gestione dell'istituto nei prossimi mesi sarà l'amministratore Andrea Dara, affiancato nel lavoro dagli esperti della Price Waterhouse Coopers Advisory.