A Piazza Affari il recupero messo a segno ieri dai titoli del settore bancario ha avuto vita breve e così a distanza di poche ore le vendite sono tornate a dominare la scena. Tutti i titoli del comparto hanno archiviato le contrattazioni con il segno meno e tra i peggiori troviamo Banco BPM e Ubi Banca, che hanno accusato un ribasso rispettivamente del 3,57% e del 3,42%, seguiti a poca distanza da Bper Banca che è sceso del 2,94%. Si sono difesi decisamente meglio Unicredit e Intesa Sanpaolo che hanno riportato un calo dell'1,33% e dello 0,97% e ancor più Mediobanca che ha limitato le perdite allo 0,49%.

Nessun sostegno dalle trimestrali di Citigroup e JP Morgan

I titoli del settore bancario hanno proseguito al ribasso anche dopo la diffusione dei risultati del terzo trimestre di due big del comparto Usa. Citigroup ha battuto le attese del mercato, mentre Jp Morgan, pur consegnando utili e ricavi superiori alle prese, ha deluso con riferimento alla divisione di trading.

Dalla Commissione UE proposte più soft per le banche

Non più tardi di ieri i bancari di Piazza Affari avevano dato vita ad un rimbalzo dopo la pubblicazione da parte della Commissione UE di un documento nel quale sono state presentate proposte per favorire una maggiore armonizzazione delle business practice nel settore bancario. Queste iniziative dovrebbero essere presentate nel primo trimestre del prossimo anno e approvate dal Parlamento europeo nel corso del 2018.

Le principali novità riguardano un alleggerimento del calendar provisioning e l’introduzione di strumenti per favorire il recupero delle garanzie sui crediti secured.
In dettaglio è prevista l'introduzione di livelli minimi di copertura per i nuovi crediti non performanti generati dai nuovi impieghi. La proposta, che sembra rispecchiare quanto emerso dall’addendum BCE, nel quale è contemplata una copertura al 100% per prestiti unsecured dopo 2 anni e dopo 7 per quelli secured, ha un ambito di applicazione molto più ristretto perché non vale per le esposizioni non performanti generate dallo stock di crediti in essere.