Proseguono contrastati gli indici statunitensi questo pomeriggio dopo i dati macro contrastanti. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,15%, mentre il Nasdaq 100 fa segnare un +0,25% e l’S&P 500 un -0,3%. In Europa il Ftse 100 di Londra ha fatto segnare un +0,2%, mentre il Dax di Francoforte ha registrato un -0,46% e il Cac di Parigi a -1,17%. È stata senz’altro la giornata delle Banche centrali. L’intervento congiunto di Bce, BoE e Pboc sul mercato attraverso misure espansive ha spaventato temporaneamente i mercati. La nostra view è che gli operatori si aspettavano qualcosa in più nella conferenza stampa del numero uno della Bce dopo il taglio dei tassi di interesse al nuovo minimo storico allo 0,75% e quello sui depositi allo 0%. A nulla è servito l’intervento della Banca centrale cinese che ha tagliato il tasso di riferimento per il secondo mese consecutivo di 25 punti base. La domanda che molti si pongono ora è se i fondi delle banche entreranno effittivamente in circolo sull’interbancario. Non riteniamo che questo possa avvenire almeno sino a quando non si avranno dettagli più certi sull’unione bancaria e sulle modalità di intervento dei fondi Esm-Efsf nel sistema di ricapitalizzazione delle banche. Riteniamo che il parziale recupero nel finale sia importante in quanto mostri come ci sia ancora una lieve propensione al rischio.

Italia: Ftse Mib recupera i 14.000 nel finale
A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in calo del 2,03% a 14.088 punti, dopo essere andato temporaneamente sotto i 14.000 nel primo pomeriggio. Male tutti i finanziari, con Unicredit che ha chiuso a -5,13%, mentre Intesa SanPaolo ha fatto segnare -4,4%. Forte calo per Geox (-5,55%), mentre fa meglio del mercato Fiat (-1,25%). Resiste Finmeccanica (+2,21%).