La seduta odierna a Piazza Affari è stata vissuta a due velocità dai titoli del settore bancario che non sono stati capaci di imboccare tutti la stessa direzione di marcia. A muoversi in controtendenza rispetto all’indice Ftse Mib sono stati Monte Paschi che ha ceduto l‘1,17%, mentre Banco Popolare e Mediobanca si sono difesi meglio, con un ribasso dello 0,62% e dello 0,24%. Sopra la parità Banca Popolare dell’Emilia Romagna che ha guadagnato lo 0,4%, mentre Banca Popolare di Milano e Ubi Banca si sono apprezzati dello 0,69% e dell‘1,17%. Ad avere la meglio sono stati Intesa Sanpaolo e Unicredit che hanno chiuso in salita rispettivamente dell‘1,5% e del 4,68%.
I bancari sono finiti ieri sotto la scure di Fitch ha deciso di rivedere al ribasso il rating di vari gruppi e in particolare di Intesa Sanpaolo, Monte Paschi, Banco Popolare e Ubi Banca.
A passare indenni l’esame di Fitch sono stati Banco Desio e Banca Popolare di Sondrio, insieme a Unicredit che si è visto confermare i rating di lungo e breve termine, oltre a quello individuale, con outlook negativo.
In generale i titoli del comparto non hanno risentito delle indicazioni di Fitch, visto che il taglio del rating che ha interessato buona parte degli istituti di credito era già scontato dopo l’analoga mossa sulla valutazione del merito di credito dell’Italia.
Intanto i bancari quest’oggi sono finiti sotto la lente di Morgan Stanley, i cui analisti sono ora più ottimisti sulla redditività degli istituti di credito del Belpaese. Gli esperti della banca americana ritengono che dopo le misure adottate di recente dalla Banca Centrale europea, i rischi sistemici e gli spread per i titoli di Stato, in particolare per quelli italiani, si sono ridotti. Grazie all’operazione di rifinanziamento a lungo termine realizzata sempre dalla BCE, si è avuta inoltre una riduzione del rischio di una stretta creditizia in Italia.